Cattedre vacanti
Allarme continuo
per il sostegno

Sono numerosi gli studenti bresciani che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno: ma tante cattedre restano vuote
Sono numerosi gli studenti bresciani che hanno bisogno dell’insegnante di sostegno: ma tante cattedre restano vuote
Magda Biglia17.02.2019

Tempo di concorsi: è già cominciata la volata contro il tempo per colmare i vuoti negli organici di scuole, docenti, presidi, personale di segreteria in vista dell’avvio dell’anno 2019-20. Vuoti che, si sa già, diventeranno ben più consistenti per effetto delle nuove norme pensionistiche. L’organico stesso del provveditorato sarà messo a dura prova, oltretutto da sempre risicato e bloccato dal mancato turn over. Ci sono gli stanziamenti, ma le assunzioni a concorso sono molto lente, prese d’assalto in massa, penalizzate da continui ricorsi, e arrivano anche dopo anni. Il nodo principale restano gli insegnanti di sostegno. Ne mancano centinaia di specializzati in provincia. Le novità che dovevano essere introdotte dalla Buona scuola per ora sono ferme. Il Governo si è preso tempo fino a settembre per apportare modifiche, con particolare attenzione alla questione del ricambio dei docenti «in prestito» da altre discipline, il 40 per cento del totale: «Hanno diritto, dopo cinque anni, a tornare alla propria materia di insegnamento e questo svuota di nuovo le cattedre, è il vero inghippo da risolvere» ha più volte sottolineato il provveditore Giuseppe Bonelli. Sull'argomento il dibattito è intenso dopo che la settimana scorsa il Miur ha decretato i requisiti di accesso ai corsi abilitanti per il sostegno da tenersi negli atenei, come accade alla Cattolica di Brescia. Da più parti viene la richiesta di carriere separate; ad esempio la Fish, Federazione italiana superamento handicap, propone quattro classi di concorso specifiche per i quattro livelli scolastici. Senza riforma non sarà comunque risolta a breve la mancanza degli esperti ad hoc, il percorso è ancora quello del corso di specializzazione che dà l’abilitazione per accedere a un concorso per ora non bandito. Si calcola che in tre anni in Italia si abiliteranno 40mila nuovi docenti, solo un terzo degli attuali «in prestito».

E SE ALCUNI CONCORSI sono in atto, finiranno in tempo? È il caso dei Dsga, i dirigenti delle segreterie, figure molto importanti per il funzionamento di un istituto o di un comprensivo. Una carica da più di 100mila domande, 102.900 per la precisione, per 2400 posti. Serviranno una commissione esaminativa per ogni regione e 5.000 aule solo per la prova preselettiva, la cui data verrà resa nota a metà marzo. In Lombardia si sono indirizzate 12.885 candidature per 451 posti; è la regione con le maggiori disponibilità e, come sempre accade con le assunzioni nel mondo scolastico, si creerà un esodo massiccio. A Brescia attualmente è vacante una sessantina di sedi, ma a settembre aumenterà. Ed è il caso anche dei presidi, attesi da parecchio. Nel Bresciano le cosiddette reggenze, ovvero l’incarico a un dirigente che ha già un’altra scuola, sono una su quattro, più di 40, pure quelle previste in crescita per i pensionamenti di vecchiaia, per il combinato disposto e per Quota 100. Per dare un’accelerata, il ministero ha eliminato il corso di formazione: chi vince va dritto nel suo ufficio. Lo scritto è già stato effettuato in ottobre, la correzione dovrebbe terminarea marzo, poi inizieranno gli orali, ma le 42.158 richieste per 2900 posti hanno avuto il loro peso così come i tanti ricorsi. Infine i docenti. Un terzo concorso è in fieri: è lo straordinario per i maestri diplomati alle magistrali che, dopo anni o decenni in cattedra, hanno perso il diritto al ruolo in materne e primarie perché non laureati, come sancito dalla Giustizia contro i vari ricorsi. Anche quello si sta svolgendo nel Bresciano, e riguarda un’ottantina di persone che sono comunque all’opera in una classe ma a tempo determinato, con ripercussione sui bambini che anno dopo anno possono perdere la figura di riferimento. Il ministro Bussetti ha annunciato entro il 2019 l’imponente concorsone per docenti delle medie e superiori che dovrebbe introdurre novità come la partecipazione dei «precari storici»; potrebbe non essere bandito per le discipline con graduatorie ancora piene, ma per quelle ormai esaurite non arriverà in tempo per il 2019-20.