Caso Scaroni, i tre arrestati in silenzio davanti al giudice

I tre arrestati si trovano nella casa circondariale «Nerio Fischione»
I tre arrestati si trovano nella casa circondariale «Nerio Fischione»
M.P. 08.09.2018

Si sono avvalsi tutti della facoltà di non rispondere. Nessuno dei tre indagati, con l’accusa di corruzione, arrestati nei giorni scorsi, ha risposto al Gip durante l’interrogatorio di garanzia. La vicenda è quella che ha portato nuovi guai giudiziari all’imprenditore di Montichiari, Angelo Scaroni. Ma in carcere sono finiti anche Luciano Fezzardi e Paolo Stranera, maresciallo della Guardia di Finanza di Brescia. SCARONI, nell’ambito di un’altra vicenda giudiziaria, sarà processato a novembre quando sarà chiamato a rispondere di truffa allo Stato. Per l’accusa avrebbe incassato circa 900 mila euro senza fornire ai migranti i servizi stabiliti dalla legge. A questo però si aggiunge ora la nuova vicenda giudiziaria in cui è rimasto coinvolto. Sempre per l’accusa, e sulla base di quanto stabilito nell’ordinanza del Gip che ha disposto la custodia cautelare in carcere, l’imprenditore avrebbe cercato di ottenere informazioni sull’inchiesta sui profughi. Informazioni che avrebbe dovuto ottenere dal maresciallo Stranera con la mediazione di Luciano Fezzardi. Tutto dietro il versamento di assegni. Come evidenziato dal Gip «proprio il ritrovamento, nella disponibilità di Fezzardi, degli ultimi due assegni sopra menzionati, entrambi provenienti da conti correnti intestati alla Scaroni s.r.l., costituisce, unitamente al documentato ennesimo incontro fra il predetto Fezzardi e Stranera», in una pasticceria, «l’ennesima riprova dell’accordo corruttivo, all’evidenza funzionale a propiziare l’indebita acquisizione e la rivelazione, da parte del pubblico ufficiale, di informazioni soggette a segreto investigativo nonché (come ben si ricava dalle pressanti richieste di Scaroni in tal senso) a stimolare un fattivo intervento, all’evidenza funzionale ad ostacolare lo sviluppo delle indagini in corso». Il giudice aggiunge: «Se già Fezzardi (risultato in rapporto anche con altri appartenenti alla Guardia di Finanza) appare soggetto quantomai spregiudicato, siccome costituente la vera architrave dei rapporti illeciti e nel concreto emergente come colui che ha asservito Stranera a Scaroni, quest’ultimo denota una personalità criminale persino incontenibile». Per Stranera in particolare «non può sottacersi il tentativo compiuto il 9 luglio 2018 di avvicinare un collega per parlargli della vicenda giudiziaria e per informarlo (con espressa indicazione del nominativo di Scaroni) dell’eventualità di una convocazione quale persona informata sui fatti, trattandosi di iniziativa quantomeno scorretta sul piano deontologico ed espressiva di una personalità... refrattaria al rispetto delle regole». Inoltre, si legge ancora, «sotto altro profilo, manifesto risulta anche il pericolo di inquinamento delle prove, solo che si osservi come la stessa attività corruttiva appare volta a tale fine, funzionale al procacciamento di notizie riservate e all’attuazione di (pur non meglio individuate) iniziative volte a ostacolare le indagini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA