Caionvico si ritrova alla Festa della montagna

I volontari al lavoro per la sistemazione della grande croce sul monte Mascheda  sopra Caionvico
I volontari al lavoro per la sistemazione della grande croce sul monte Mascheda sopra Caionvico (BATCH)
Luciano Costa 24.04.2017

Caionvico, periferia est della città, si specchia nella fetta di Maddalena (che qui si chiama monte Mascheda) che la sovrasta e quasi per ringraziarla, da quarantun anni, quando il calendario annuncia il 25 Aprile, Festa della Liberazione, si riunisce per festeggiarla.

Questo ritrovarsi insieme si chiama «festa della montagna», ma non stonerebbe metterle accanto un «solidale», così che tutti capiscano che l’occasione è un pretesto per mettere al centro il bel territorio e per raccogliere briciole di generosità, niente di più, da destinare a opere in grado di produrre serenità e gioia: qui dove il Gruppo Sella e l’Associazione Molim ci mettono cuore e braccia per organizzare la festa e renderla fruibile a chiunque abbia voglia di fermarsi anche solo un attimo per riflettere e partecipare, ma anche in giro per l’Italia, nelle zone terremotate per esempio, o per il mondo, in Nepal per ricostruire una scuola devastata dal sisma, in Brasile a sostegno della scuola di base, in Guatemala per dare una mano alle cooperative sociali o in Congo, nel villaggio di Aru, per sostenere l’opera delle suore Canossiane.

Preceduta da quattro giorni introduttivi caratterizzati ognuno da iniziative e proposte finalizzate a scoprire la bellezza del territorio (giovedì una mostra fotografica dedicata alla storia della festa e la presentazione del progetto GeRT, utile per Generare Reti Territoriali in grado di valorizzare la natura che le circonda; venerdì l’escursione guidata al monte Mascheda riservata alle scolaresche e la messa a dimora di alcune piante; sabato la serata musicale con Isaia Mori e Andrea Casarotto), domani la «Festa della montagna 2017» entra nel vivo proponendo alle 9.30 in piazza, riflessioni sulla Festa della Liberazione e omaggio floreale ai caduti di tutte le guerre; alle 10 alla Casina Sella, ai piedi della grande Croce recentemente rimessa a nuovo e giustamente illuminata, celebrazione della messa presieduta da don Marco Cavazzoni e animata dai canti della corale giovanile a cui seguirà un piacevole rinfresco-aperitivo per tutti i presenti; alle 18.30 all’oratorio riapertura dello stand gastronomico arricchito dalla piadineria, a seguire la serata musicale con il gruppo storico «Fausto e gli amici» e, alle 21.30, gran finale con l’assegnazione dei premi collegati alla sottoscrizione benefica.

A METÀ MAGGIO, quasi un supplemento alla festa, si svolgerà l’assemblea dell’Associazione Molim, occasione per presentare il bilancio delle attività portate a termine, per programmare le nuove iniziative e per ricordare a tutti, come ha scritto il presidente Matteo Angeletti, che «la Molim è nata per ricordare e moltiplicare la gioia, la sensibilità e l’impegno profusi da Pierpaolo Molinari», un giovane «andato avanti» troppo presto, proprio mentre accarezzando la roccia della sua montagna sognava generosità da destinare alla comunità e alla parte più povera del mondo. «Per continuare questa avventura – aggiunge il presidente – abbiamo bisogno di sempre nuove energie». Magari anche di adesioni convinte ai progetti che l’Associazione Molim e il Gruppo Sella non si stancano di inventare e di trasformare in fatti concreti.

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