Caffaro, sforzo
bipartisan per
trovare più risorse

Un momento della seduta della commissione Ambiente
Un momento della seduta della commissione Ambiente
Natalia Danesi 21.09.2018

La politica bresciana fa quadrato per reperire le risorse necessarie a completare il progetto di bonifica del sito industriale Caffaro. Per ora il governo ha messo a disposizione 35 milioni che consentono di affrontare una rilevante parte dell’emergenza. Ma per completare l’opera di milioni ne servono - ha stimato Aecom nel progetto preliminare - almeno 65 di cui circa 15 per il risanamento della falda, 28,5 per i terreni e 10 per le demolizioni. RISPONDENDO agli appelli dell’assessore Miriam Cominelli e del consigliere Guido Galperti, la deputata del Carroccio Simona Bordonali ha annunciato che a breve, con il senatore Stefano Borghesi, incontrerà il ministro Costa permettere in pista un piano di investimenti per i prossimi anni. Lo ha spiegato ieri a margine della seduta della commissione comunale Ambiente presieduta da Anita Franceschini, nella quale Cominelli ha fatto il punto sugli interventi sulle aree pubbliche e il commissario ministeriale Roberto Moreni, affiancato dall’ad di Aecom Gianmarco Lucchini, ha presentato ai consiglieri i contenuti del progetto preliminare. Le risorse, si diceva, sono da integrare. Ma non basta. Sono infatti almeno tre i presupposti necessari per avviare l’intervento. Primo - ha spiegato Moreni - deve essere aggiornato l’accordo di programma mettendo nero su bianco l’impegno finanziario dei diversi enti. I lavori non inizieranno prima del 2020 e «non si può restare con il cerino in mano». Secondo, andrà approvato dal ministero e dagli altri enti il Piano operativo di bonifica, definitivo e senza necessità di ulteriori impegni di spesa. Aecom è al lavoro per stilarlo e sarà presentato a dicembre. La speranza è che entro la primavera sia dato il via libera per poi passare alla fase esecutiva e alla gara. Infine, ha ricordato Moreni, non sussiste presupposto giuridico per intervenire su aree private. È dunque necessario che «l’attività spontaneamente cessi o dovremo trovare il modo di usare diversamente i soldi», per esempio «intervenendo sui 50 chilometri di rogge». Un’eventualità che ha lasciato perplessi la consigliera di Fi Paola Vilardi così come i leghisti, Massimo Tacconi e Michele Maggi. La Chimica Fedeli, attuale affittuaria, ha annunciato che avrebbe traslocato nel 2019; la decisione è poi stata procrastinata anche se i lavori allo stabilimento di Bussi, in Abruzzo, probabile destinazione, sono in fase avanzata e qui ormai la produzione è a ranghi ridotti. Se la produzione verrà interrotta, la falda potrà comunque essere mantenuta in sicurezza. Il progetto di Aecom contiene infatti una soluzione per la barriera idraulica che consente di evitare lo spargimento dell’inquinante e viene messa a budget già una somma di 5 milioni per la gestione dell’emergenza. Quello sulla falda è un intervento che, in prospettiva, consentirà di risparmiare risorse: si prevede infatti che venga pompata meno acqua (oggi 1.500 metri cubi l’ora) in vicinanza delle maggiori sorgenti di contaminazione, massimizzando così l’efficienza della barrierazione. Oltre ad affrontare il problema delle acque, il primo lotto da 35 milioni consentirà anche di bonificare e restituire le aree adiacenti via Milano e via Villa Glori, oltre ad una porzione di circa 5mila metri quadri fonte via Milano inserita nel progetto «Oltre la strada» e attivare le demolizioni sul 40-50% del sito industriale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA