Caffaro, in vendita
il terreno e
gli impianti

Il sito industriale che ospita la Caffaro. Terreno e impianti dismessi sono in vendita
Il sito industriale che ospita la Caffaro. Terreno e impianti dismessi sono in vendita (BATCH)
Natalia Danesi12.10.2017

Il sito industriale Caffaro e gli impianti dismessi sono in vendita. Entro le 12 del 6 novembre è possibile presentare manifestazioni di interesse per l’acquisto dei beni immobili e mobili delle società Caffaro Srl e Caffaro Chimica, in amministrazione straordinaria.

L’INVITO è stato pubblicato su alcuni quotidiani nazionali e veneti. L’iter è seguito dal commissario liquidatore Marco Cappelletto ed è finalizzato - spiega quest’ultimo- alla realizzazione di attivo da distribuire ai creditori delle vecchie società. Quella che opera oggi nello stabilimento di via Nullo è invece una costola della Chimica Fedeli, titolare di un contratto di locazione, ed ha già da tempo annunciato l’intenzione di abbandonare la produzione.

L’avviso (pubblicato sul sito Internet www.a.s.caffarochimica-a.s.caffaro.it alla voce «Amministrazione straordinaria») ipotizza la vendita del sito industriale di via Nullo, un terreno di 108.500 metri quadri con fabbricati industriali e uffici parzialmente in affitto. Il valore stimato di perizia è 11 milioni e 500 mila euro a cui aggiungere 11 milioni 395 mila e 500 euro di oneri ambientali. Oneri, specifica il bando, stimati sulla base delle perizie o dei progetti di bonifica disponibili e ritenuti sufficienti per risolvere le criticità dell’area.

In vendita anche impianti dismessi, serbatoi, materiali vari, tubature, arredi d’ufficio il cui valore - viene specificato - sarà valutato dopo la manifestazione di interesse.

Come ricorda Cappelletto chiunque in futuro vorrà intervenire sul sito Caffaro oggi inquinato da Pcb, diossine e metalli pesanti potrà avanzare una sua proposta di acquisto. Dovrà però anche mettere in previsione di accollarsi i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza e bonifica, pena il trasferimento della proprietà - come stabilito dalla Finanziaria 266 del 2005 - alla pubblica amministrazione.

Dal canto suo la Chimica Fedeli quando davvero sarà prossimo il trasloco - inizialmente era stato annunciato per questa primavera - sarà chiamata a disdettare il contratto di affitto. Recentemente ai lavoratori dell’azienda, che come è noto garantisce anche il pompaggio dell’acqua di falda evitando che si sparga la pesante contaminazione, ha annunciato di voler abbandonare la produzione a Brescia entro la fine del 2019, trasferendosi in un nuovo impianto nell’area della ex Solvay di Pescara.

SU QUESTA prospettiva ieri i rappresentanti sindacali dei lavoratori (Filctem Cgil, Femca Cisl, Uiltec Uil e Rsu) si sono confrontati con il sindaco Emilio Del Bono e il commissario ministeriale Roberto Moreni. È stato chiarito - come si legge in una nota dei sindacati - che la riqualificazione in vista di via Milano non interferirà in alcun modo con le scelte aziendali. «Ogni intervento di esproprio di parte dell’area Caffaro non pregiudicherà in alcun modo diretto o indiretto la continuità dell’attività - si legge - e non prevederà alcun costo a carico della stessa». È stato poi ribadito che il ministero ed il commissario con il bando europeo aggiudicato ad Aecom stanno cercando soluzioni per la messa in sicurezza della falda in caso cessi la produzione.

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