Caffaro, il ministro
incalza. E nel 2019
nuove risorse

Il primo incontro tra il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sindaco Emilio Del Bono  SERVIZIO FOTOLIVEIl ministro con Del Bono e l’assessore Cominelli, presenti il prefetto Vardè e il sottosegretario Cominardi
Il primo incontro tra il ministro dell’Ambiente Sergio Costa e il sindaco Emilio Del Bono SERVIZIO FOTOLIVEIl ministro con Del Bono e l’assessore Cominelli, presenti il prefetto Vardè e il sottosegretario Cominardi
Natalia Danesi 21.11.2018

La visita bresciana del ministro dell’Ambiente Sergio Costa si è chiusa ieri con la conferma di un impegno per reperire nel 2019 le risorse necessarie a completare la bonifica del sito, a fronte di progetti concreti. Di più, nei primi mesi dell’anno prossimo si potrà discutere di un nuovo accordo di programma tra gli enti per definire l’utilizzo dei fondi. Nessuna preclusione a priori poi sul rinnovo della figura del commissario straordinario Roberto Moreni che Costa incontrerà prossimamente. Questi i temi affrontati in un incontro con il sindaco Emilio Del Bono e l’assessore Miriam Cominelli a margine del dibattito che il Coordinamento comitato ambientalisti guidato da Imma Lascialfari ha promosso ieri all’Abba Ballini in occasione della proiezione del film «Immondezza» di Mimmo Calopresti. Con i due esponenti della Loggia anche il prefetto Annunziato Vardè e il sottosegretario 5S Claudio Cominardi. Proprio poco prima in sala Costa aveva spronato il Comune: «I soldi per le bonifiche ci sono, sono riuscito ad avere grazie al ministro Lezzi che gestisce i Fondi di coesione una cifra considerevole - aveva detto - ma mancano i progetti esecutivi». Sindaco e assessore hanno annunciato che il Piano operativo di bonifica potrà essere inoltrato dalla società incaricata, Aecom, al ministero prima di Natale. La scadenza era fissata al 3 dicembre, ma si è verificato qualche problema di accessibilità dell’area: ora il contenzioso con la proprietà sembra risolto. Le indagini integrative attualmente in corso diranno se la stima preliminare di 70 milioni per la bonifica dell’intero sito industriale è corretta; in quel caso, e se sulla tecnica di bonifica ci sarà il via libera in conferenza dei servizi c’è buona probabilità - è emerso - che dal ministero possano essere reperiti tutti o parte dei 35 milioni aggiuntivi necessari. DISCARICHE.Interlocutoria la posizione del ministro Costa, che non si è sottratto ad oltre tre ore di dibattito e domande dal pubblico, su altri temi caldi. Con il generale al tavolo ieri c’erano oltre a Lascialfari e al protagonista del docufilm, Roberto Cavallo, il tossicologo della Terra dei Fuochi Antonio Marfella e il consigliere provinciale Marco Apostoli, che ha lanciato un appello a tutta la politica perché faccia quadrato sul tema della moratoria di nuove discariche nel Bresciano. Tema del quale il generale, incalzato anche dai rappresentanti del tavolo Basta Veleni che ha incontrato successivamente, ha discusso nelle scorse ore al telefono con l’assessore regionale Cattaneo senza arrivare ancora ad un passaggio concreto. «Siamo rimasti di due idee diverse. Ma stiamo iniziando un dialogo che può portare a qualche soluzione», ha confessato. Annunciando che intanto, nel futuro ddl «Terra mia», inserirà una specifica norma nazionale per porre un freno alle discariche definendo il fattore di pressione ambientale. «Non una battaglia solo per Brescia ma per tutta l’Italia», ha precisato. Ma come fare, al di là delle moratorie, a migliorare la gestione dei rifiuti ed evitare la necessità di nuovi impianti? Il ministro Costa ha spiegato che nel dl Semplificazione, che ha già ricevuto la bollinatura, verrà di fatto liberalizzato l’“end of waste”: la materia che finirebbe in discarica, in sintesi, potrà essere lecitamente utilizzata per nuove attività imprenditoriali. Non solo. «Cambieremo il sistema Sistri per la tracciabilità dei rifiuti. Possiamo gestire con un milione di euro di spesa in house ciò che fino ad oggi è stato gestito con 40 milioni e zero risultati», ha spiegato il generale. Anticipando il giro di vite per le attività ad alto rischio, a garanzia del cittadino: con obbligo di fideiussione bancaria per problemi di inquinamento o disastro ambientale; Daspo ambientale per chi inquina e non rimedia; e sequestro allargato dei beni dei responsabili. ACQUA. Apostoli ha incalzato il ministro poi sul tema dell’acqua pubblica, chiedendo un provvedimento, una circolare con cui bloccare qualsiasi gara che metta in vendita il bene. «Il portatore di pubblico interesse - ha condiviso il ministro - non deve mai cercare di ottenere la massimizzazione del profitto, solo il giusto guadagno. Ma la circolare è un atto anti giuridico che avrebbe valore solo politico. È necessaria se mai una legge», ha spiegato assicurando di essere a disposizione per risolvere i problemi «un passo alla volta» • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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