Brescia, ecco
la mappa
dell’accoglienza

07.12.2017

Giuseppe Spatola

Trentotto comuni con numeri «sopra le previsioni del piano di accoglienza» sui 119 che hanno spalancato le porte ai profughi nel bresciano e 86 amministrazioni che non hanno nessun richiedente asilo. Il resto sono tutti in linea con le previsioni dell’accoglienza diffusa, con qualche comune che «potrebbe fare di più». La mappa della distribuzione dei profughi non lascia dubbi e mette a nudo l’indice di pressione (il rapporto stranieri popolazione residente) sollevando qualche caso clamoroso come a Gambara dove nella frazione di Corvione i richiedenti asilo sono più dei residenti effettivi. La distribuzione per comune dei migranti ospitati nelle strutture di accoglienza lombarde al 31 del mese di ottobre 2017 è stata analizzata e studiata da Eupolis su dati della Regione Lombardia. «Le informazioni vengono in origine fornite dalle Prefetture lombarde alle otto Agenzie per la Tutela della Salute (Ats) per attività di prevenzione sanitaria - hanno spiegato in Regione -. I dati per singola struttura di accoglienza vengono poi comunicati alla Unità Organizzativa Prevenzione della DG Welfare di Regione Lombardia che li aggrega e controlla. I dati, totalizzati per comune, vengono poi arricchiti di ulteriori informazioni, quali ad esempio la popolazione comunale al primo gennaio di fonte Istat». Metodologia semplice che ha fornito uno spaccato attualissimo dell’accoglienza lombarda. Sono 23573 migranti ospitati in 627 comuni lombardi, pari al 41% del totale dei comuni della nostra regione. La più parte dei comuni ospita un numero limitato di migranti: il valore mediano per comune è pari a 14, in un quarto dei comuni i migranti sono meno di 6, nel quarto superiore più di 34. «Per confrontare in modo più significativo la presenza dei migranti nei comuni lombardi è però opportuno fare riferimento a quanto previsto nel Piano nazionale di ripartizione del Ministero dell'Interno - hanno ribadito al centro Eupolis -. In primo luogo il Piano (i valori previsti dal Piano sono stati ricalcolati utilizzando la popolazione residente in Lombardia al primo gennaio 2017) prevede circa 2.700 migranti a Milano, comune capoluogo sede di Area Metropolitana, valore molto inferiore a quello riscontrato a ottobre 2017 (3611 migranti). Per i comuni fino a 2.000 abitanti il Piano poi definisce un numero fisso di posti, pari a 6. Il numero medio di migranti per comune a ottobre 2017 in Lombardia è stato pari a 10, un valore molto superiore a quanto previsto». INFINE, IL PIANO ministeriale individua i posti da attribuire ai comuni con più di 2000 abitanti (ad esclusione di Milano) nella misura di circa 2,7 migranti per mille residenti del comune, con un minimo di 6 migranti. Il valore medio nei comuni lombardi con più di 2000 abitanti interessati era pari a 2.2 per mille, un valore compatibile con quanto previsto nel Piano ministeriale. Era però molto ampia la variabilità in quei 486 comuni: in un quarto il valore dell'indicatore era inferiore ad 1.2 per mille, nel quarto superiore era maggiore di 8.2 per mille. Complessivamente, a ottobre 2017 in soli 182 comuni il numero dei migranti ricade nei limiti fissati dal piano ministeriale, mentre nei rimanenti o non erano presenti migranti o il loro numero era differente da quanto previsto. E appunto a Brescia sono 38 i Comuni «sovraccaricati» di profughi. «A Corvione di Gambara ci sono più richiedenti asilo che residenti - ha sottolineato preoccupata l’assessore regionale alla Sicurezza, Simona Bordonali -. Il governo, i sindaci di sinistra e i professionisti dell’immigrazione stanno combinando disastri. Il fatto che in una frazione da circa 100 abitanti siano mantenuti 113 aspiranti profughi certifica un ulteriore fallimento che non vogliamo passi sottotraccia. Questi ospiti alloggiano da anni in un ex ristorante che potrebbe accoglierne al massimo 90. Ormai per gli immigrati lo Stato va tranquillamente in deroga alla legge». Non solo. Il segretario della Lega Nord di Gambara Simone Zanetti in merito alla massiccia presenza di richiedenti nella frazione della bassa bresciana è andato oltre: «Da soglia ministeriale, l’intero territorio comunale di Gambara dovrebbe ospitare al massimo 12 richiedenti asilo. Invece se ne contano 10 volte tanti, 118 per la precisione. Il tutto con il silenzio assenso del sindaco che al posto di combattere la situazione sta regalando a questi ospiti decine di carte d’identità. I cittadini di Gambara non possono più tollerare questa situazione». questo il caso limite, che fa da contraltare a situazioni che invece sono definite «regolari» dallo stesso centro studi della Regione. Che l’attenzione della provincia sia alta sulla questione profughi è risaputo, tanto che anche la Procura nelle scorse settimane era intervenuta con un arresto e una indagine che ha messo i paletti a quella che i magistrati hanno definito «falsa accoglienza». IN QUESTO SENSO nelle scorse ore la Prefettura di Brescia ha nominato il commercialista Dario Brambilla amministratore temporaneo della società Agri Scar, dell’imprenditore Angelo Scaroni arrestato su ordinanza di custodia cautelare il mese scorso per la gestione dei profughi in provincia di Brescia. Scaroni è stato scarcerato dal tribunale del Riesame che ha però disposto il temporaneo blocco dell’attività imprenditoriale perché non avrebbe rispettato le norme e in alcuni casi avrebbe indicato strutture in realtà inesistenti. • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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