«Brescia? È la
grande discarica
italiana»

Mario SbernaSerena PellegrinoLa grande manifestazione «basta veleni» organizzata per dire «no» a nuove discariche in provincia
Mario SbernaSerena PellegrinoLa grande manifestazione «basta veleni» organizzata per dire «no» a nuove discariche in provincia (DAMATOA)
07.12.2017

Giuseppe Spatola Brescia arriva in Parlamento presentata come «la grande discarica della nazione», ancora più a rischio rispetto alla «terra dei fuochi». Così Serena Pellegrino, parlamentare di Sinistra Italiana, non ha usato mezze parole nel definire il nostro territorio, martoriato da discariche e aperto alla conquista di quelle che nell’era 2.0 sono state definite «Ecomafie». L’intervento ha seguito quello del deputato bresciano Mario Sberna (gruppo parlamentare «Democrazia Solidale-Centro Democratico») primo firmatario della mozione sugli interventi per la bonifica e la protezione ambientale del territorio bresciano approvata alla Camera con 303 voti favorevoli e nessun contrario. «Finalmente, da terra dei veleni, Brescia ritorna terra della speranza - ha sottolineato Sberna -. Dopo decenni di sottovalutazione dell’avvelenamento ambientale, con questa mia mozione, scritta assieme a tutti i deputati bresciani, il governo si impegna ad incrementare i fondi e l’attenzione sull’inquinamento del territorio bresciano e della sua provincia». Chiaro quanto lo sono stati i numeri e le ragioni snocciolate dalla deputata Pellegrino. «La gestione criminale degli affari legati ai rifiuti ha appestato non solo aree in mano alla criminalità organizzata come la “terra dei fuochi”, ma anche quei territori considerati ben gestiti e ben amministrati - ha ricordato la parlamentare -. Il virus dell’Ecomafia è diffuso non solo al sud ma anche in altre parti d’Italia. L’area del bresciano, però, ha protagonisti rispettabili e insospettabili. Imprenditori e amministratori che per convenienza, immobilismo e colpevole disattenzione hanno permesso e sviluppato una economia che ora finalmente viene disvelata in tutta la sua pericolosità, l’economia del veleno». Non solo. «In provincia di Brescia ci sono 665 impianti di trattamento di rifiuti e 31 discariche per rifiuti speciali - ha proseguito la pellegrino disegnando al Parlamento la mappa dei veleni bresciani -. Si stima che nel territorio bresciano siano stati tombati legalmente 35 milioni di metri cubi di rifiuti. E poi ci sono le discariche fantasma, cinque milioni di metri cubi tombati. Sono quelle non censite perché aperte e gestite prima della normativa del 1982. Senza dimenticare le discariche abusive per non parlare del terreno inquinato da Pcb e diossina della Caffaro pari a circa 7 milioni e 900 mila metri cubi. Infine i rifiuti speciali collocati in discarica dal 2006 ammontano a 10 milioni e 900 mila metri cubi». E i dati sono sconfortanti nella loro crudezza: 12 mila e 500 metri cubi di rifiuti per chilometro quadrato. Una cifra che non ha uguali in nessuna zona italiana, nemmeno nella terra dei fuochi. «Brescia è una bomba ecologica pronta ad esplodere - ha chiuso Pellegrino - che già condiziona e condizionerà la vita del territorio. Il bresciano è il capolinea di quasi tutti i rifiuti speciali lombardi. Per questo possiamo dire che Brescia è la grande discarica della nazione». Da qui l’impegno bipartisan per garantire che nessuna delle questioni aperte, dalla lotta all’Ecomafia al rinnovo necessario dell’incarico al commissario Caffaro, rimangano lettere morte sui tavoli dei ministeri romani. «FA PIACERE avere trovato una posizione comune su un tema così delicato - ha rimarcato Stefano Borghesi, onorevole della Lega Nord -. Ma il Governo non ha fatto quello che poteva. Ora servono interventi concreti». Orgogliosa Miriam Cominelli, esponente del Pd in Commissione Ambiente della Camera: «L’ambiente è la risorsa più importante che abbiamo ed è anche quella che ci ha permesso di tagliare importanti traguardi. Ora il nostro territorio ci chiede a gran voce di essere risanato, tutelato e valorizzato. È una grande sfida, e come ogni sfida, il modo migliore di coglierla è quello di coglierla in positivo, dimostrando cioè di poter essere eccellenza, volano ed esempio di come una vera sinergia fra l’ambiente, l’economia e la società sia non solo possibile, ma auspicabile e soprattutto realizzabile. Brescia ha ottenuto importanti risultati: penso all’istituzione della figura del Commissario Caffaro, di cui attendiamo la riconferma, e ai fondi che stanno permettendo il prosieguo delle bonifiche, solo per citare i più eclatanti. Ma serve fare di più e nella mozione sono indicate chiaramente le priorità». • Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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