Brebemi sogna la prima «eHighway» italiana

Il presidente Brebemi, Franco Bettoni, ha illustrato il progetto green
Il presidente Brebemi, Franco Bettoni, ha illustrato il progetto green
Mimmo Varone 09.09.2018

Si potrebbe fare molto presto, ma il Governo e il ministro Danilo Toninelli devono battere un colpo. La Lombardia e Brebemi sono in grado di sperimentare la prima eHighway in Italia, per il trasporto elettrico delle merci su strada. E con ciò contribuire alla riduzione di Co2 per la quale siamo sotto procedura di infrazione europea, e soprattutto fare squadra con Germania e Svezia per aprire una nuova frontiera della sostenibilità ambientale. In 120 giorni Siemens può approntare la linea elettrica sui sei chilometri sperimentali dal 28 al 25 tra Romano di Lombardia e Calcio in entrambi i sensi. Scania ha già pronti i cinque camion con pantografo per i Tir modello filobus. Cal (concessioni autostradali lombarde) con il direttore generale Giacomo Melis è schierata senza riserve al fianco della Direttissima A35. Regione Lombardia con gli assessori alle Infrastrutture Claudia Terzi e all’Ambiente Raffaele Cattaneo sottolinea l’urgenza di attuare il progetto. Due protocolli d’intesa sono già sottoscritti con Svezia e Germania. Una lunga serie di aziende lombarde della logistica sono pronte a dotarsi dei mezzi che si agganciano alla linea elettrica e risparmiare il 30 per cento dei costi. Ma il tutto deve passare dal Cipe e i tempi delle autorizzazioni sono una pesante incognita. «Mettiamo in conto sei mesi per la certificazione e altrettanti per l realizzazione, tanto la tecnologia esiste ed è affidabile, e siamo pronti ad aprire i cantieri», dice il presidente Brebemi Francesco Bettoni. Tuttavia, memore dell’esperienza Direttissima, aggiunge che «dovremo capire i costi aggiuntivi che ci verranno imposti dalla normativa». Di più, sperimentare è solo il primo passo. I tempi dettati da Melis parlano di progettazione lavori entro l’anno prossimo, esecuzione entro il 2020, esercizio e sviluppo nel 2021-22. Dopodiché si potrà avviare l’elettrificazione di tutti i 40 chilometri di Brebemi. Con la prospettiva di estenderla anche a Tem e Pedemontana. Fra quattro anni, comunque, Scania sarà pronta per la produzione industriale delle motrici con pantografo, spinta dai tempi dei tedeschi che sono più avanti. In un lustro o giù di lì si potrebbe arrivare al regime d’esercizio anche da noi. Però ci vogliono nuove norme. Basti pensare che l’altezza massima consentita per i camion è di 4.20 metri mentre con il pantografo arrivano a 5 e mezzo. Basterebbe per rivedere il Codice della strada. Peccato che al riguardo sia mancata la voce del ministro Toninelli, peraltro oggi a Brescia per la festa grillina di Lonato. Sono questi, in sintesi, gli approdi del mega convegno andato in scena ieri mattina al Blu Hotel Brixia per volontà di Brebemi e Cal. Con la conferma che il nuovo sistema, versione evoluta dei filobus, non presenta grosse incognite e - come dice Bettoni - si può dare tecnicamente per fatto. IN SVEZIA, nella regione di Gävleborg, i Tir con pantografo sono in funzione dal 2016 su due chilometri di autostrada A16 tra Sandviken e Gävle e nei prossimi due anni la eHigway sarà estesa a 30 chilometri. In Germania corrono a 90 chilometri orari su tronchi di tre autostrade. Per il resto, si fanno i conti. Su una stima dei costi intorno ai 18 milioni, il capofila Cal pensa di trovarne la metà con il bando Ue Cef Transport 2018 in scadenza a ottobre. Il resto sarà reperito con il ricorso a fonti pubbliche (Regione) e private (Siemens, Scania, aziende di trasporto e logistica, fornitori di energia elettrica). Non a caso al convegno di ieri hanno partecipato anche esponenti di Consorzio Cobat (riciclo batterie), Enel, Terna, A2A, Abb (reti elettriche), per la logistica Esselunga, Italtrans, Brivio&Viganò, Alis, Autorità portuale dell’Adriatico orientale e Italferr. Tutti entusiasti di esserci. • © RIPRODUZIONE RISERVATA