Batterio killer: «I medici hanno fatto il possibile»

Depositata la consulenza della procura sulla morte del piccolo Paolo
Depositata la consulenza della procura sulla morte del piccolo Paolo
Mario Pari 12.01.2019

Quando la malattia è stata scoperta, i medici hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per evitare la morte del bambino. Purtroppo, nell’agosto scorso, ogni sforzo degli operatori sanitari del reparto di Terapia intensiva neonatale dell’Ospedale Civile di Brescia si è rivelata inutile e il piccolo Paolo non ce l’ha fatta. Nelle scorse ore è stata depositata la consulenza della Procura: stabilisce che, quando si è scoperta la presenza del batterio serratia marcescens, è stato fatto il possibile. E non ci sono stati altri decessi. Tra coloro che sono stati curati anche il gemellino di Paolo. IL REPARTO è stato sottoposto a bonifiche, inoltre, sono stati organizzati incontri con i genitori dei neonati ricoverati, per tranquillizzarli, per spiegare quale fosse il «nemico» e come si stava fronteggiando. Anche la procura di Brescia, sin dalle ore successive alla morte di Paolo, si è attivata per fare luce sulla vicenda e i 16 componenti del reparto sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo. Un passaggio finalizzato, innanzitutto, a consentire ai medici di poter prendere parte agli accertamenti irripetibili. Anche la famiglia di Paolo nel frattempo si è rivolta a un legale per conoscere quanto più dettagliatamente possibile le ragioni della morte del bambino. Un punto da chiarire in effetti rimane: la consulenza ha chiarito che, una volta scoperta la presenza di serratia marcescens, è stato fatto il possibile per combatterla e bonificare il reparto. Ma non è stato ancora chiarito quando, e in che modo, si è sviluppato il focolaio batterico. Per questa ragione, quindi, ulteriori interrogativi potrebbero essere rivolti a chi si sta occupando delle indagini, in particolare di tutti gli aspetti scientifici e sanitari. Le verifiche sono state affidate ai carabinieri del Nas di Brescia che si sono attivati immediatamente per acquisire la documentazione necessaria agli accertamenti e alle indagini. Ma per far luce completamente sulla morte del piccolo Paolo e sull’epidemia, dal pm Caty Bressanelli sono state disposte l’autopsia e una consulenza. TRA GLI ASPETTI certi di questa vicenda, la peculiarità del batterio serratia marcescens d’essere particolarmente difficile da combattere, particolarmente resistente agli antibiotici. Per questo le operazioni di bonifica non sono state semplici e in ogni caso il reparto di terapia intensiva neonatale è rimasto chiuso in termini di accettazione. Un reparto che ha sempre rappresentato una delle eccellenze dell’Ospedale Civile e che in questi giorni sta attraversando un altro periodo delicato. Ma non sono mancati, ancora una volta, gli attestati di stima e solidarietà per quotidianamente è impegnato a far sì che chi viene al mondo prematuramente possa farcela, superando spesso ostacoli rilevanti, grazie alla professionalità dell’equipe. LE INDAGINI quindi, a prescindere dalla consulenza, non sono concluse. Ma quanto emerso stabilisce che più di così, una volta scoperta la presenza del terribile batterio, non poteva essere fatto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA