Avis, con i controlli
in aumento calano le
sacche nel Bresciano

Gabriele Pagliarini  I controlli sempre più rigidi  hanno portato a un calo delle donazioni
Gabriele Pagliarini I controlli sempre più rigidi hanno portato a un calo delle donazioni
Jacopo Manessi 14.06.2018

Non è ancora allarme vero e proprio, ma il calo di sacche (qualche centinaio) registrato a inizio 2018 - rispetto ai primi 5 mesi del 2017 - ha indotto l'Avis provinciale di Brescia a lanciare il consueto appello estivo ai donatori: serve sangue. «Mentre le donazioni in aferesi, quelle di plasma e piastrine, sono stabili anzi in leggero aumento, quelle di sangue intero hanno avuto un calo marcato, del 3,5% circa – spiega Gabriele Pagliarini, a capo dell'ente –. In particolare mi riferisco alle collettive, soprattutto domenicali, che organizziamo nelle sezioni comunali». UNA DIMINUZIONE che si lega ai controlli sempre più rigidi effettuati sui volontari. «Nel momento in cui rileviamo anche solo dei piccoli scostamenti dai valori previsti sospendiamo i donatori – va avanti il presidente –. È inevitabile che in molti non abbiano più avuto il via libera, anche 100 persone ad area nel Bresciano». Con una media calcolata di 4 donazioni all'anno, fanno circa 400 sacche in meno a zona. Un calcolo puramente indicativo, ma significativo. Quelle più colpite? «Asst del Garda e della Franciacorta presentano un calo più evidente rispetto ad altri territori in provincia – spiega Pagliarini –. Dobbiamo mettere maggiore impegno nel sensibilizzare i donatori ed evitare che si perdano nel corso degli anni». Anche se il numero di quelli attivi rimane stabile intorno alle 34mila unità. «Credo sia merito del lavoro svolto nelle scuole, con numerose iniziative di sensibilizzazione sul tema – l'analisi del presidente –: i volontari non più idonei vengono sostituiti dai nuovi maggiorenni. Che hanno compreso il valore del gesto: lo riteniamo il frutto di un decennio di investimenti». Intanto i gruppi sanguigni maggiormente richiesti continuano a essere gli 0, sia positivo che negativo, in grado di donare a tutti gli altri. «Spesso facciamo fatica a trovare un numero di donatori adeguato, soprattutto nel periodo estivo – l'analisi–, e a mantenere una scorta ideale dei gruppi in questione. Invito perciò tutti a farsi avanti. Anche perché l'iter è semplice». Per tutti i possibili donatori, è infatti sufficiente telefonare al numero 030/3514411, dove il personale è sempre a disposizione con orario continuato dalle 8 alle 15.30. «Saranno loro a indicare la sede più vicina. Il nostro personale è competente e il direttore sanitario è sempre disponibile – chiude il presidente dell'Avis provinciale di Brescia –, per chiarire ogni tipo di dubbio e incertezza. Se la persona viene valutata idonea e non presenta patologie i tempi sono brevi: in 10-15 giorni si può già iniziare». La ricerca è aperta: «Donare all'Avis è una scelta che può salvare tante vite». • © RIPRODUZIONE RISERVATA