Autonomia,
Gentiloni non
convince Brescia

Gianantonio Girelli (Pd)
Gianantonio Girelli (Pd)
Mauro Zappa13.11.2017

Non è bastato a Paolo Gentiloni etichettare come «sacrosanta» la voglia di autonomia espressa nelle urne dai cittadini lombardi e veneti per conquistare il plauso dei fautori del referendum del 22 ottobre. Le parole che ha pronunciato sabato a Bergamo vengono lette dal centrodestra, dai 5 Stelle e da Articolo 1, come un tentativo smaccato di accreditarsi agli occhi dell’elettorato cosiddetto moderato che vive tra Milano e Venezia. Laconico il commento di Paolo Formentini, segretario provinciale della Lega: «Viste da Brescia le affermazioni del premier suonano tardive e dal sapore squisitamente elettorale. Mi piacerebbe credere che possano favorire la trattativa in atto tra governo e Regione Lombardia sull’assegnazione delle deleghe, tuttavia temo che siano conseguenza degli imminenti appuntamenti con le urne».

Reagisce freddamente anche Adriano Paroli. Il commissario di Forza Italia in Veneto non dimentica «i comportamenti contraddittori del Pd mostrati durante la campagna referendaria», e in parte li riconduce a quello che reputa un difetto atavico: «Purtroppo certa sinistra rimane centralista». «Il tema del conferimento di una maggiore autonomia a favore della Lombardia - sostiene l’ex sindaco di Brescia - sarà alla fine affrontato durante la prossima legislatura, nello scorcio finale dell’attuale dubito che Gentiloni lo farà».

Senza appello il giudizio di Giorgio Sorial: «Non dimentico che il Pd in Lombardia ha sostanzialmente invitato i suoi elettori a boicottare il referendum. In ogni caso dai lombardi e dai veneti è giunta una richiesta di autonomia giustificata da bilanci regionali che sono in ordine». Il parlamentare bresciano di M5S ha nel mirino le prossime elezioni regionali: «Ai lombardi diciamo che tra pochi mesi avranno una valida alternativa, potranno scegliere tra chi, pur avendo ricevuto nel 2013 un mandato popolare forte e chiaro, non ha fatto niente in termini di ottenimento di maggiore autonomia, e noi, forza politica che ha da sempre nella propria agenda la concessione di più competenze per quelle regioni a posto dal punto di vista finanziario». La ricetta di Sorial è «utilizzare risorse già destinate da Roma, non vincolandole però agli obiettivi stabiliti dallo Stato centrale, per destinarle a ciò che maggiormente interessa i territori. Nel caso bresciano - conclude - alla bonifica della Caffaro, argomento in questi giorni al centro delle promesse dell’attuale amministrazione in Loggia, nonostante in quasi cinque anni di denaro da utilizzare allo scopo non se n’è visto».

«C’è molto di elettoralistico nell’uscita di Gentiloni» a parere di Paolo Pagani, coordinatore di Articolo 1. L’esponente di Mdp aggiunge: «Il premier dovrebbe spiegare come sia possibile condurre in prima fila una battaglia referendaria come quella del 4 dicembre, a sostegno di una riforma che accentrava, e neppure un anno dopo ergersi a fautori di un’accresciuta autonomia regionale».

PER VIVIANA BECCALOSSI, assessore regionale di Fratelli d’Italia, «può anche essere che qualcuno a scoppio ritardato si sia reso conto che cinque milioni di italiani, residenti in due regioni che sono le locomotive economiche dell’Italia, sono andati a votare a favore di una maggiore autonomia. Quel qualcuno sta probabilmente strizzando l’occhio a chi ha espresso un giudizio netto su questo tema».

Gianantonio Girelli, consigliere regionale del Pd, rivendica a nome del suo partito «una vicinanza alle istanze autonomistiche maggiore rispetto agli stessi alleati della Lega»: «Non so se in occasione della campagna elettorale siciliana gli esponenti di Forza Italia hanno ripetuto a Palermo e Catania le stesse cose che sostengono a Milano». È evidente, ammette, «che il sistema organizzativo dalle nostre parti è vissuto come opprimente. Va posto rimedio alla percezione che qui si paga sempre tutto, mentre in molte zone d’Italia non è così. Giusta o sbagliata che sia questa percezione, è indubbio che il Paese non può più continuare a funzionare in questo modo».

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