Arcigay, Bonzoni
confermata
alla presidenza

I rappresentanti del Circolo  Orlando davanti alla sede di via  Paitone
I rappresentanti del Circolo Orlando davanti alla sede di via Paitone
Irene Panighetti 16.04.2018

«I diritti non hanno genere, ecco perché per me è naturale essere, da eterosessuale, impegnata in una associazione omosessuale». Con queste parole Louise Bonzoni saluta la conferma - per la terza volta - a presidentessa del circolo Arcigay-Orlando di Brescia. Il verdetto è arrivato dall’assemblea annuale dei soci di ieri. Bonzoni ha tracciato un bilancio positivo del 2017, anno particolare per Brescia grazie alle iniziative del Comitato BresciaPride, in cui Arcigay non era entrato ma al quale ha dato il suo contributo organizzando partecipati eventi. Soddisfazione è stata espressa per il lavoro svolto con i richiedenti asilo per discriminazioni di genere: al circolo Orlando partecipano «una trentina di migranti – ha ricordato Bonzoni, che si ritrovano con La zebra a pois, il nostro gruppo giovani». Positive anche le attività nelle scuole, di cui si occupa nello specifico Vanessa Bragaglio, confermata nel direttivo di Orlando e che da due anni conduce, non senza difficoltà e diffidenze anche da parte di qualche docente, un cineforum a tematica Lgbt al liceo De Andrè. «È un progetto molto importante perché i ragazzi hanno bisogno di informazioni e di vicinanza affettiva, come si capisce dalle loro domande sul coming out, sulle reazioni della famiglia, sui modi quotidiani di essere se stessi senza finzioni e senza censure; per questo parlare di me è ogni volta impegnativo ma non mi tiro indietro perché è fondamentale infondere fiducia e far vedere un modello positivo di donna lesbica», ha dichiarato Bragaglio. E PER IL PROSSIMO futuro, anche elettorale, della città?: «continueremo a fare pressione a ogni genere di amministrazione per non arretrare nei diritti», ha assicurato Bonzoni. Le competenze normative comunali per i diritti delle persone Lgbt sono quasi nulle, ma «sproniamo la prossima giunta, e la città intera, a consolidare l’accettazione sociale delle unioni civili», ha aggiunto Luca Trentini, a sua volta riconfermato nel direttivo. Trentini ha sottolineato anche una richiesta molto pratica: «chiederemo maggior sostegno per le associazioni Lgbt che a volte nelle agevolazioni vengono sfavorite rispetto ad altre proprio nelle questioni concrete, quali sedi o fondi per le attività. Perché i contributi dei soci non bastano per finanziare progetti, ai quali non intendiamo rinunciare perché c’è ancora molto bisogno di informazione e di vigilanza sul rispetto dei diritti». •

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