Annega per
salvare il figlio
di dieci anni

Il momento concitato dei soccorsi dei medici a Luca Zendrini
Il momento concitato dei soccorsi dei medici a Luca Zendrini (BATCH)
Giuseppe Spatola19.06.2017

Aveva scelto la Riviera Picena delle Palme di Grottammare (Ascoli) per la prima breve vacanza estiva con i suoi piccoli e la moglie. Pochi giorni di relax per alleviare la morsa del caldo opprimente dei giorni scorsi e ricaricarsi in vista delle prossime settimane di lavoro.

Luca Zendrini, ingegnere di 44 anni impiegato alla Guarnizioni Industriali di Tavernole, non aveva fatto i conti con il destino, presentatosi drammaticamente alle 11 di ieri. Zendrini è infatti annegato a Grottammare, ai confini con San Benedetto del Tronto. Un attimo, pochi istanti sono bastati per togliere la vita all’uomo, residente con la sua famiglia ad Artogne e conosciuto in Valle Camonica anche come «Luigino» (il secondo nome preso dal nonno). Secondo quanto ricostruito Luca Zendrini stava giocando in acqua con Valerio, il figlio più grande di dieci anni, mentre la moglie Micol Frassi (medico all’ospedale Civile) era sulla battigia con la piccola Linda di appena tre anni.

FORSE NEL tentativo di raggiungere il figlio finito in balia della corrente, che lo stava trascinando verso il largo, a causa di un forte fenomeno di risacca Zendrini è finito sott’acqua senza riuscire a riemergere.

L’ingegnere, che a detta dei suoi non sapeva nuotare, ha comunque raggiunto il bambino mettendolo in salvo, ma poi sarebbe stato travolto da un’onda sparendo alla vista dei bagnini che nel frattempo avevano portato a riva il bambino.

Recuperato sott’acqua, il 44enne camuno è stato subito soccorso prima dagli stessi bagnini, quindi dal medico della Rianimazione dell’ospedale di San Benedetto, Tiziana Principi, che si trovava casualmente sulla spiaggia. Tutto vano, però, visto che dopo 40 minuti di massaggio cardiaco i sanitari si sono dovuti arrendere all’evidenza, con il cuore del giovane papà che non ne ha voluto sapere di riprendere a battere.

Sul posto sono intervenuti gli equipaggi di due ambulanze del 118, il personale della capitaneria di porto, i carabinieri.

IL CORPO SENZA vita di Luca Zendrini è stato ricomposto all’obitorio dell’ospedale di San Benedetto dove in serata da Artogne sono arrivati i tre fratelli e la madre. «Stava giocando con lui ad alcune decine di metri - hanno raccontato alcuni testimoni ascoltati dai carabinieri -. All’improvviso il dramma, con le urla del padre e del bimbo portato in salvo dai bagnini. Forse l’uomo è stato risucchiato dalla corrente senza riuscire a riemergere in tempo». Ipotesi che saranno comunque valutate dai magistrati. Sul caso, infatti, è stata aperta un’inchiesta e solo nelle prossime ore si saprà quando arriverà il via libera per la tumulazione.

Una tragedia nella tragedia visto che l’episodio è avvenuto sotto gli occhi della moglie Micol e della figlioletta più piccola, che non hanno potuto far altro che assistere inermi al dramma che si consumava a pochi metri dalla battigia. Alla fine tutti i tentativi di salvare il camuno si sono rilevati inutili. Sul caso indaga anche la Capitaneria di Porto di San Benedetto del Tronto, che nelle scorse ore ha preso a verbale la testimonianza dei due bagnini che hanno cercato di portare in salvo l’uomo e altri bagnanti che hanno assistito impotenti alla scena. Per escludere un malore improvviso o altro, il magistrato potrebbe disporre l'autopsia sul corpo di Luca Zendrini.

Intanto i parenti dell’uomo si sono ritrovati a piangerne la morte in giorni che dovevano essere solo di spensieratezza e felicità, senza comprendere perchè il destino si sia accanito senza un apparente perchè. Giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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