Annega nelle
Marche: addìo
a De Carolis

Mario De Carolis aveva 61 anni e nel 1996 si era trasferito a BresciaIl personale di soccorso ha cercato inutilmente  per un’ora di rianimare l’artista, probabilmente colto da un malessere in mare   FOTOLIVE
Mario De Carolis aveva 61 anni e nel 1996 si era trasferito a BresciaIl personale di soccorso ha cercato inutilmente per un’ora di rianimare l’artista, probabilmente colto da un malessere in mare FOTOLIVE
Paola Buizza 13.08.2018

Ora anche lui sarà lassù, tra le stelle. E il suo nome brillerà come una delle sue «Costellazioni». Perché la sua vita, come quelle che ha raccontato con la sua arte, ha trovato un posto nell'eternità. Mario De Carolis, 61 anni, artista originario del piccolo comune marchigiano di Montefiore dell'Aso e bresciano d'adozione, se ne è andato in un giorno d'estate e nel modo più tragicamente inaspettato.

IL MARE lo ha «inghiottito» a San Benedetto del Tronto, comune nella provincia di Ascoli Piceno dove negli anni Settanta aveva vissuto con la famiglia. Annegato, forse a causa di un malore. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il suo corpo è stato notato galleggiare da alcuni bagnanti ieri mattina, verso le 8.30, a poca distanza dalla riva, di fronte allo stabilimento balneare «Lido Azzurro». Immediatamente portato a riva, De Carolis è stato rianimato per quasi un’ora dal personale del 118. Operazione disperata. L'eliambulanza, che nel frattempo era atterrata in un campo vicino alla spiaggia è ripartita vuota. Il corpo, ormai senza vita dell'artista, nascosto alla vista dei bagnanti da alcuni lettini posizionati a mo' di barriera e sorvegliato dal personale della capitaneria di porto, è stato lasciato sulla spiaggia in attesa dell'autorizzazione della Procura alla sua rimozione. «Artista semplice e straordinario» e «professore amatissimo», così ricorda Mario De Carolis chi lo ha incontrato lungo il suo percorso artistico. Nato a Montefiore dell’Aso il 28 Giugno del 1957, dopo gli studi artistici e la laurea in Scenografia all'AABB di Bologna, nel 1995 inizia la sua attività espositiva tra Roma, Brescia - dove all'Atelier degli Artisti inaugura la mostra personale «La lancia, il dito e l'angelo» - e la Cina. A Brescia l’artista si trasferisce nel 1996 con moglie e due figli e qui inizia a collaborare con il gruppo «Fornace». Sarà poi, con il fotografo Roberto Belotti, il fondatore dell'Associazione culturale «Cappa» e avvierà una serie di collaborazioni artistiche e progetti. Risale al 1999 «Ophelia», la grande installazione nella chiesa Santa Maria della Rosa a Calvisano, mentre nel 2006, dopo aver sciolto «Cappa» si trasferisce in Venezuela, dove resterà fino al 2009. Nel paese sudamericano inizia una ricerca su popoli e culture che in qualche modo continuerà anche al suo rientro in Italia, ancora a Brescia. Il quartiere del Carmine diventa casa e luogo di rinnovata ispirazione: lavorerà a «I Càrmeni» progetto artistico avviato nel 2013 e composto da ritratti stampati in alluminio microperforato e box in plexiglass specchiato che giungono a compimento solo grazie allo sguardo dello spettatore che, specchiandosi, colma le parti vuote. Nel 2017 per «People Brescia Photo Festival» realizza «Passo Passo» nel bunker di via Odorici. «Una persona con cui sono entrato in sintonia fin da subito - ricorda Albano Morandi, curatore della rassegna con Renato Corsini -. De Carolise era una persona semplice e molto sul pezzo. Aveva idee precise sul progetto da portare avanti. Aveva fatto un lavoro molto intelligente sulla gente del Carmine. La sua era una intelligenza creativa». Un’inventiva che nel 2016 aveva messo anche nel progetto «Costellazioni», a Isorella. Il tentativo di spiegare a un bambino la magia della vita e il mistero della morte che trasforma tutti in punti luminosi nell’universo. Vita, tessuto dell’eternità.