Ambiente, prove di alleanza tra Atenei

I rettori delle due università bresciane celebrano l’Asa
I rettori delle due università bresciane celebrano l’Asa
Manuel Venturi 12.10.2018

I due atenei bresciani si alleano nella lotta ai cambiamenti climatici. Nelle celebrazioni per il decimo compleanno dell’Alta scuola per l’ambiente, nata nella facoltà di Scienze delle formazione dell’università Cattolica, Franco Anelli, rettore dell’ateneo di via Trieste e Maurizio Tira, suo omologo della Statale, hanno assicurato reciproca collaborazione per promuovere la cultura della sostenibilità. Tira si è spinto anche oltre: «Creiamo un Centro di studi interateneo, che studi i 17 obiettivi dell’Agenda Onu 2030». A questo potrebbe essere funzionale anche il «Progetto Laudato sì», lanciato da Anelli e affidato a Pierluigi Malavasi, direttore di Asa, per approfondire i temi relativi alla sostenibilità. I rettori dei due atenei si sono confrontati nella sessione pomeridiana dell’evento. «Le povertà, lo sviluppo sostenibile, le tecnologie. Formazione, giovani, adattamento climatico» era il titolo dell’incontro, introdotto da Malavasi, secondo cui «serve lungimiranza della politica e responsabilità della scienza: l’Agenda 2030 potrà essere realizzata solo se ciascuno di noi sarà coinvolto nel cambiamento». «Non possiamo più far finta di niente, si conoscono le conseguenze sulle politiche economiche dei cambiamenti climatici: dobbiamo fare in fretta per raggiungere gli obiettivi prefissati – ha affermato Miriam Cominelli, assessore all’Ambiente del Comune di Brescia -. Il problema è che questi obiettivi non sono declinati nel concreto, servono decisori politici che mettano in relazione ambiente, economia e società». «LE UTOPIE nascono per fissare obiettivi che vadano oltre i traguardi, per un risultato che vada al di là del miglioramento dei comportamenti – ha esordito Anelli -. Il cambiamento è assolutamente necessario e radicale, per contrastare effetti che ormai sono innescati». Ma la sola tecnologia non basta, come afferma anche la Laudato sì: «La soluzione deve essere anche culturale e antropologica – ha concluso Anelli -. Oggi è importante anche la formazione di chi dovrà decidere in futuro: per questo, la collocazione di Asa in Scienze della formazione è strategica». «Se non tocchiamo le leve economiche, l’utopia dell’Agenda 2030 non verrà realizzata: come università, dobbiamo trovare soluzioni per affrontare tutti i 169 subobiettivi in maniera più pragmatica», ha sottolineato Tira, che oltre a proporre un centro studi con la Cattolica ha anche auspicato che Brescia «si proponga come un laboratorio di corretta applicazione della tecnologia con un’iniezione di etica della sostenibilità. Se riusciremo a declinare i temi dell’energia e dei trasporti in ambito etico, potremo essere un esempio per tutto il mondo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA