Ad maiora!, Brescia
applaude ai suoi
neo-dottori con il tocco

Il lancio in aria del«tocco» in piazza della Loggia FOTOLIVE/Fabrizio CattinaIl sindaco, Emilio Del Bono, con il rettore della Statale Maurizio TiraVeduta dall’alto di piazza della Loggia a Brescia riempita dai giovani neo laureati dell’università statale
Il lancio in aria del«tocco» in piazza della Loggia FOTOLIVE/Fabrizio CattinaIl sindaco, Emilio Del Bono, con il rettore della Statale Maurizio TiraVeduta dall’alto di piazza della Loggia a Brescia riempita dai giovani neo laureati dell’università statale (DAMATOA)
Manuel Venturi19.06.2017

Manuel Venturi

«Partiamo per una nuova avventura: sapere che noi siamo il futuro di questa città e di questo Paese rende ciò che ci aspetta più ricco di fiducia». Le parole di Giulia Ducoli, laureata in Giurisprudenza, sono quelle dei 568 laureati magistrali dell’Università di Brescia che ieri hanno riempito piazza Loggia per «Ad maiora!», la festa di laurea organizzata nel cuore della città. I ragazzi, vestiti con la toga e il tocco, hanno portato una ventata di speranza davanti alle istituzioni e ai rappresentanti dell’Ateneo bresciano: gioia, emozione, fiducia e aspettative, tutte condensate nell’atto finale della cerimonia: il lancio del cappello verso il cielo, gesto liberatorio per festeggiare la laurea ma anche di responsabilità, sia della città verso i ragazzi che viceversa. I laureati si sono ritrovati nella sede del Rettorato, a Palazzo Martinengo Palatini. In tutto, erano 568, in rappresentanza dei 962 laureati magistrali dell’anno accademico 2015-2016 dell’Università di Brescia: 193 in medicina, 192 in ingegneria, 92 in economia, 91 in giurisprudenza. Preceduti dalla banda di Urago Mella e accompagnati dai vertici dell’Università (oltre che dai rappresentanti dell’Università Cattolica, delle due accademie di belle arti cittadine e del conservatorio Luca Marenzio), i ragazzi hanno inscenato un corteo che li ha portati in piazza Loggia. Ad introdurre la cerimonia è stato il rettore dell’Ateneo di Brescia, Maurizio Tira, che ha ribadito «l’orgoglio di appartenere a questa comunità universitaria».

SECONDO TIRA, «oggi è un nuovo inizio: la vita non è lo scorrere fatalista del tempo ma la ridefinizione di obiettivi, attese, sogni. Abbiamo un debito economico e morale per la costruzione del bene comune», ha continuato il rettore. E nonostante la storia delle università italiane sia lunga quasi un millennio, «la nostra libertà è sempre da conquistare, soprattutto nell’era della post verità – ha notato Tira -. La ricerca è confronto, verifica delle fonti e la fatica della solitudine. Vi assicuriamo la nostra vicinanza nella ricerca del lavoro, in un’università nata dagli stimoli del territorio». «Brescia ha bisogno della sua università, della ricerca scientifica, della conoscenza – ha sottolineato il sindaco di Brescia, Emilio Del Bono -. Abbiamo davanti a noi sfide epocali, per una nuova crescita sostenibile e Brescia è oggetto di investimenti portentosi: ma potremo vincere solo con un grande coinvolgimento, voi siete cittadini del mondo ma in questo territorio c’è futuro, per lavorare, far crescere i propri figli. Ci vuole un grande patto tra la città e la sua università con uno sguardo universale». «Non so dove ci porterà il titolo di studio, ma entriamo nel mondo del lavoro con una marcia in più – ha esordito Giulia Ducoli -. L’università non è solo fatta dagli esami: è una comunità, che crea cultura e si esprime nelle relazioni, che sono il cuore pulsante della realtà accademica». La giovane laureata ha parlato del diploma come del simbolo di «Erasmus, tesi all’estero, amicizie, la disperazione pre esame, i sacrifici. Non è facile entrare nel mondo del lavoro, ma noi siamo il capitale umano insostituibile».

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