A Brescia cinque ponti sorvegliati speciali

Cinzia Reboni 15.08.2018

«Quella di Genova è una tragedia immane che sottolinea ancora una volta e in modo drammatico la necessità di un monitoraggio e un controllo costante di ponti, viadotti e cavalcavia». Antonio Bazzani, consigliere provinciale con delega alla gestione delle strade, non nasconde che il clima di austerità è il peggior nemico della sicurezza. «Le risorse a disposizione per la manutenzione stradale sono sempre poche rispetto alle necessità, e diventa quindi fondamentale inventarsi qualcosa per far fronte al problema». Il Broletto una soluzione l’ha trovata attivando una collaborazione con l’Università di Brescia per elaborare una «carta d'identità» di tutti i ponti e i viadotti. «Abbiamo rinnovato l’accordo con il Dicatam, il dipartimento di ingegneria civile, architettura e territorio, ambiente e matematica - spiega Bazzani -. Il risultato è stato fin qui molto positivo: sono già stati esaminati 140 ponti, e il lavoro proseguirà fino al controllo totale delle infrastrutture. Si tratta di una partnership strategica: da un lato ci consente di utilizzare risorse umane che, come Provincia, non disponiamo, inoltre mette in condizione gli studenti di fare esperienza sul campo, con la supervisione dei tecnici dell’Università che lavorano in stretto rapporto con quelli del Broletto. É un esempio, forse l’unico in Italia, che andrebbe preso come modello nazionale». Nella nostra provincia sono 460 i viadotti e cavalcavia in capo al Broletto. Strutture che iniziano a risentire dell’età, visto che la maggioranza galleggia attorno al mezzo secolo di vita. Cinque i viadotti dichiarati off limits ai trasporti eccezionali che superano le 44 tonnellate. Il primo è a Concesio sul fiume Mella, lungo la provinciale 19: «Sono già stati stanziati 3,3 milioni di euro, più 500 mila euro per la rotatoria che è già stata realizzata - spiega Bazzani -. Ora stiamo concludendo la progettazione esecutiva, quindi verrà aperto il bando e inizieranno i lavori». Ci sono poi altri due attraversamenti vietati ai mezzi eccezionali, che si trovano a poca distanza l’uno dall’altro lungo la variante 45 bis nella Bassa: il primo è il sovrappasso in territorio di Manerbio che «scavalca» la strada della Osciana, nei pressi del casello della A21, l’altro è il ponte all’innesto con via Galanti a Bassano Bresciano. Nella lista dei «sorvegliati speciali» figura anche il viadotto sulla provinciale 11 Orzinuovi-Acquafredda in territorio di Verolanuova. Quindi «l’intervento significativo sulla tangenziale sud - precisa Bazzani -, per il ponte che passa sulla strada che porta al casello di Brescia Centro, che è già stato puntellato e vietato al transito ai mezzi superiori alle 44 tonnellate». SONO STATI invece regolarmente riaperti i due viadotti di Castegnato, nella zona del Gandovere, e di Pisogne, in frazione Toline, che hanno richiesto opere di risanamento. «Negli ultimi mesi è stato speso un milione e mezzo di euro per la messa in sicurezza di ponti e viadotti - spiega Bazzani -. Al momento non possiamo parlare di criticità cogenti, ma il nostro obiettivo è quello di sistemare tutte le infrastrutture. La priorità segue una valutazione che riguarda l’anno e la tipologia di costruzione, l’importanza per numero di transiti e gli elementi visivi, dati dalla conoscenza diretta dei sorveglianti che gestiscono i tratti loro assegnati. A volte le limitazioni, pur se disagevoli, sono necessarie: la sicurezza viene prima di tutto. Nel caso venissimo a conoscenza di situazioni particolarmente pericolose, non esiteremmo a prendere soluzioni anche drastiche». • © RIPRODUZIONE RISERVATA