Disabilità, un cambio di passo

La nuova sede del Vomere
La nuova sede del Vomere (BATCH)
16.05.2017

Sono trascorsi 7 anni dal primo atto ufficiale, e adesso l’attesa è finita: il 27 maggio a Travagliato sarà inaugurata la nuova sede della cooperativa sociale «Il Vomere». A festeggiare in anticipo ieri in municipio c’erano il presidente della coop Marco Menni, il sindaco Renato Pasinetti, la presidente dell’associazione genitori e familiari del Vomere Caterina Galdini, la coordinatrice del Cse Giuseppina Bertoloni, la responsabile dei servizi sociali comunali Daniela Trinca e alcuni ospiti della struttura.

L’occasione è stata la presentazione del volume di Giovanni Quaresmini che racconta i 34 anni di storia di questa realtà dell’assistenza. Una storia di generosità che ha coinvolto in primo luogo i genitori e i familiari degli ospiti, che continuano a aiutare e sostenere la coop anche dopo che i propri cari sono venuti a mancare, tutte le amministrazioni e i consiglieri comunali travagliatesi degli ultimi decenni (per la nuova sede l’ente locale ha erogato 300 mila euro a fondo perduto e messo a disposizione gratis l’area di via Lograto), molte aziende (come la Bettoni che ha donato 300 mila euro), tanti cittadini generosi.

Le ultime puntate della vicenda sono poi state animate da Regione e Fondazione Cariplo, che insieme hanno erogato un milione a fondo perduto per la nuova casa della coop.

«7 anni per costruire un’opera privata sembrerebbero tanti - ha ricordato Menni -; ma in realtà sono serviti a fare le prove, per attivare tutte le sinergie che ci hanno portato a realizzare da zero e finanziare un’opera da 2,8 milioni di euro». Alla campagna hanno contribuito anche una sessantina di artisti italiani e stranieri che hanno donato al Vomere una o più opere, e che in novembre sono state esposte nella mostra «Vomere in arte: la gioia di vivere oltre la diversità».

Nel nuovo complesso saranno accolti i 30 disabili gravi e gravissimi oggi seguiti dal centro diurno di via dell’Industria e i 18 pazienti con problemi di lieve entità ospitati nel Centro socioeducativo in via Rose. Ma ci saranno anche 10 posti di sollievo della sperimentazione «Dopo di noi», che offre alle famiglie l’opportunità di affidare per qualche giorno alla struttura il disabile di cui si prende cura, e un servizio di formazione per l’autonomia (Sfa) per 35 persone. P.TE.

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