Scomparso un
33enne, il gioco
la sua rovina

Stefano Marini: ha 33 anni
Stefano Marini: ha 33 anni
Milena Moneta22.11.2017

È uscito di casa sabato pomeriggio e non è più rientrato. E la famiglia si mobilita per ritrovarlo. Stefano Marini, 33 anni, originario di Leno, ma residente a Calvisano, padre di una bambina di due anni e mezzo, è l’ennesima vittima della cosiddetta «ludopatia», ovvero il gioco d’azzardo patologico: si tratta di un’abitudine insana, che dà dipendenza, un disturbo del comportamento, sempre più diffuso, da cui aveva cercato di guarire sottoponendosi a cure psicologiche, poi interrotte, ma che ora si era detto pronto a riprendere.

INTORNO a mezzogiorno di sabato ha detto ai familiari che doveva raggiungere il posto di lavoro, l’azienda Pata di Castiglione delle Stiviere. Purtroppo non era vero. Preso il bancomat della compagna, ha eseguito due prelievi, alle 12,15 e alle 13 fino a raggiungere la somma di 400 euro. Pochi gliene sono rimasti in tasca, tuttavia, se già la notte, intercettato intorno alle 3 dai carabinieri mentre dormiva in un parcheggio a Marone, a bordo della sua Lancia Delta, e oggetto di perquisizione perché sospetto, ne aveva pochi con sé. Poiché, però, non risultava responsabile di alcun reato e la denuncia dei familiari è scattata soltanto domenica mattina perché avevano prima cercato di contattarlo in qualche modo, le forze dell’ordine lo hanno lasciato andare. Era già capitato in passato che sentendosi in colpa, Stefano Marini si fosse allontanato da casa, ma solo per qualche ora.

Domenica prima di pranzo ha inviato un messaggio, l’ultimo, alla compagna chiedendo perdono a tutti, confessando di non riuscire ad essere la persona che si aspettavano e che meritavano e concludendo con un drammatico: «È meglio se non torno». Poi ha tolto la scheda dal telefono per non essere più raggi- ungibile. Domenica notte è stato ospitato da un amico, a Brescia, che ha cercato inutilmente di convincerlo a tornare a casa, ricordandogli soprattutto la sua bambina. Alle 8,30 se ne è andato, si è fermato a un distributore per fare dieci euro di benzina e poi ha fatto perdere ogni traccia.

Quando si è allontanato da casa Stefamo Marini indossava una felpa verde e pantaloni dello stesso colore.

La mamma Germana Nascimbeni - frastornata, addolorata, angosciata - «temo che ci sia dietro dell’altro» - incapace di scovare un appiglio per individuare dove sia finito il figlio, si è rivolta a Fb e ai media per lanciare l’ap- pello (chiunque ne avesse notizia può contattarla al numero 3290438599 o avvertire i carabinieri) e ha interpellato la trasmissione «Chi l’ha visto». «Sapevamo dei suoi problemi con il gioco - ammette la madre -: lo tenevamo d’oc- chio augurandoci che con l’aiuto degli psicologici riuscisse a liberarsi di questa maledetta mania. Si era detto pronto a riprendere gli incontri per la cura, invece è sparito». Naturalmente è subito scattata la solidarietà di amici e conoscenti che hanno condiviso l’appello ed espresso la loro preoccupata solidarietà. Mobilitato anche il sindaco Cristina Tedaldi: «Sono stata campagna di scuola della mamma Germana che conosco molto bene, siamo disponibili a sostenerla in ogni necessità. Mi auguro che la vicenda possa concludersi felicemente il più in fretta possibile per liberare dall’angoscia le famiglie coinvolte, anche perché c’è di mezzo una bambina piccola. Speriamo si tratti solo di una fuga momentanea dovuta a uno sconforto temporaneo e che Stefano capisca che può trovare comprensione e aiuto».

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