Remedello piange
due morti uccisi
dalla polmonite

Continuano campionamenti ed analisi nella Bassa alla ricerca delle cause che hanno scatenato l’ondata di polmoniti
Continuano campionamenti ed analisi nella Bassa alla ricerca delle cause che hanno scatenato l’ondata di polmoniti
Valerio Morabito 21.09.2018

Sale a 5 il numero delle vittime provocate dall'epidemia di polmonite che non vuole saperne di allentare la presa sulla Bassa. Al triste e inquietante elenco (il primo a morire è stato un 85enne di Carpenedolo per polmonite batterica, poi una 69enne della frazione Mezzane di Calvisano per legionella ed infine un 68enne di Roe Volciano per sospetta legionella) si sono aggiunti due abitanti di Remedello. Gianfranco Bignozzi, 57enne, era stato ricoverato in gravi condizioni il 3 settembre all'ospedale Carlo Poma di Mantova a causa di una polmonite batterica. Successivamente, per il peggiorare delle condizioni di salute, era stato trasferito d'urgenza al nosocomio di Pavia. Qui, nella notte tra mercoledì e giovedì, è deceduto nel reparto di terapia intensiva. BIGNOZZI, benvoluto e conosciuto a Remedello con vezzeggiativi affettuosi come «Bengio» o «Benjamin», aveva già qualche problema di salute e la polmonite batterica ha compromesso il suo quadro clinico. Sul decesso del 57enne di Remedello, però, le autorità hanno deciso di disporre l'autopsia all'Istituto di medicina legale dell'Università di Pavia per capire se Gianfranco Bignozzi è morto a causa del batterio della legionella. È questa, infatti, l'ipotesi più accreditata nelle ultime ore. Nella serata di mercoledì è deceduto anche un altro cittadino di Remedello. Si tratta del 90enne Gino Daldoss. L'uomo era stato ricoverato per una polmonite batterica all'ospedale di Asola (dai primi esami svolti nella struttura mantovana era stata esclusa la legionella), ma a causa di altre complicazioni legate all'età è morto. IN QUESTO caso non è stata disposta alcuna autopsia ed i funerali di Daldoss si celebreranno domani alle 10.15 nella chiesa parrocchiale di Remedello sopra. Il quarto paese della cosiddetta «zona rossa», gli altri sono Carpenedolo, Calvisano e Montichiari, deve così fare i conti con due morti nel giro di poche ore. Nel paesino al confine con l'Alto mantovano c'è paura per quello che sta accadendo Così nella zona colpita alcuni attivisti legato al mondo ecologista stanno pensando di creare un comitato per mobilitare l’opinione pubblica. Intanto Remedello, stando ai numeri, si conferma una delle realtà più colpite dalla polmonite e dalla legionella. A tal proposito vale la pena ricordare che è ancora in gravi condizioni un 43enne del paese ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale San Gerardo di Monza. Mentre in tutto il paese sono almeno 60 le persone curate a casa, con tanto di antibiotico, per aver contratto la polmonite. Malati che vanno ad aggiungersi ai numeri diramati, giorno dopo giorno, dalle autorità sanitarie regionali e provinciali. Stesso discorso vale per i paesi limitrofi, come Carpenedolo dove decine di cittadini sono in cura nelle proprie case. • © RIPRODUZIONE RISERVATA