Umanità, nuove citazioni nel «Giardino dei giusti»

V.MOR. 13.03.2018

«Chiunque salva una vita salva il mondo intero». Questa massima contenuta nel Talmud, testo sacro dell’ebraismo (che forse non viene preso molto in considerazione oggi nello Stato di Israele), è una sintesi efficace di quanto è avvenuto nel «Giardino dei giusti» di Montichiari nello scorso fine settimana: l’arrivo di un piccolo gruppo di nuovi alberi messi a dimora e dedicati a personalità che si sono rese protagoniste di azioni virtuose nei confronti dell’umanità sono aumentati. Sabato infatti sul colle di San Pancrazio hanno preso casa altre quattro piante oltre a quelle già esistenti e intitolate a Elie Wiesel, Ettore Norsa ed Enrica Lombardi. Il primo albero è stato dedicato a don Serafino Ronchi, fondatore del Gruppo di impegno missionario di Montichiari che ha realizzato una lunga serie di «miracoli» umanitari. Il secondo ricorderà gli aviatori della 46esima aerobrigata massacrati nella regione congolese del Kindu nel 1961. In quell’anno due velivoli da trasporto dell’aeronautica militare italiana atterrarono nella regione per consegnare rifornimenti ai caschi blù malesi, e i 13 uomini degli equipaggi vennero attaccati da militari congolesi ammutinati. Uno degli ufficiali venne ucciso sul posto e gli altri, rapiti, assassinati in seguito. Il terzo albero è dedicato a Berta Caceres, una ambientalista e attivista umanitaria dell’Honduras. Uccisa nel 2016, la leader ecologista è stata impegnata per anni nella difesa dei diritti degli indigeni dell’etnia Lenca e delle loro terre opponendosi allo sfruttamento minerario ed energetico delle multinazionali. Infine il quarto celebrerà Giovanni Palatucci, il questore di Fiume che durante la Seconda guerra mondiale salvò cinquemila ebrei dallo sterminio, tanto da essere riconosciuto come un giusto da Israele e dichiarato martire da Giovanni Paolo II. •