L’ex sindaco sulla Gedit: «Controlli corretti»

Elena Zanola, a destra, a una manifestazione contro gli odori
Elena Zanola, a destra, a una manifestazione contro gli odori (BATCH)
12.10.2017

Dalla convenzione con il Comune di Montichiari all'ordinanza per la chiusura della discarica Gedit. Il complicato iter è stato ripercorso dall'ex sindaco Elena Zanola, ieri in aula nel processo che la vede imputata con l’accusa di aver esercitato pressioni nei confronti della società di smaltimento rifiuti. Zanola ha risposto alle domande del pubblico ministero Fabio Salamone, del legale di parte civile e del presidente del collegio giudicante, Vittorio Masia spiegando il perché di determinate azioni. «I cittadini si erano lamentati degli odori - ha riferito - che prima dell'arrivo di Gedit non si erano mai sentiti». Ma l'avvocato di parte civile ha insistito proprio sull'origine di quella puzza: «Avete fatto accertamenti sulle aziende di tutto il territorio?» ha chiesto, sottolineando che solo nei confronti della Gedit furono fatti 180 controlli. Da cosa risultava, poi, ha aggiunto il legale che «quegli odori fossero da imputare ai rifiuti putrescenti conferiti in discarica? Avete fatto verifiche sul formulario di identificazione dei rifiuti?». «Ce l'hanno detto i cittadini che vedevano. L’Arpa è competente per le verifiche», ha risposto Zanola, sollecitata più volte anche in merito alle intercettazioni telefoniche. «A discarica chiusa lei telefonò alla Polizia Locale. Qualcuno le riferì che c’era ancora odore. Lei rispose “deve emergere che non c’è”. Come mai? Lei ha sempre cercato la presenza di odori», ha attaccato l’avvocato. «Sembrava impossibile», ha risposto Zanola che sul numero di accertamenti a Gedit ha dichiarato: «Furono richiesti da Arpa e Procura». P.BUI.

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