Il no ai rifugiati irrompe in aula e blocca il Consiglio comunale

Un momento dell’irruzione nel Consiglio comunale a Montichiari I militanti durante l’«interrogazione» non autorizzata in aula
Un momento dell’irruzione nel Consiglio comunale a Montichiari I militanti durante l’«interrogazione» non autorizzata in aula (BATCH)
Valerio Morabito 01.10.2017

Formalmente sono appartenenti al comitato «La Serini ai cittadini», ma non occorre essere esperti per riconoscere nella grafica dei loro striscioni e nei colori del loro abbigliamento riferimenti all’estrema destra. Striscioni e colori apparsi venerdì sera nella sala consiliare di Montichiari a causa dell’irruzione di 15 militanti del gruppo.

SI SONO presentati indossando magliette nere riportanti il logo dell’ex area militare che entro la fine del 2018 dovrebbe diventare un Centro permanente per il rimpatrio (Cpr), e hanno interrotto lo svolgimento della seduta consiliare rivolgendo domande al sindaco Mario Fraccaro dichiarato di voler sottoporre all’attenzione dell’aula consiliare la «questione della sicurezza della Fascia d’Oro in vista dell’apertura del Cpr». Subito dopo il drappello ha esposto uno striscione con lo slogan «alla Serini né Cara né Cpr» che la presidente del Consiglio comunale, Pieranna Civera, ha invitato a rimuovere ricordando che «il pubblico non può prendere la parola durante una seduta consiliare. Ci sono altre sedi per discutere di un tema così importante».

La seduta, ovviamente, si è fermata, ma per qualche minuto: giusto il tempo per le forze dell’ordine di intervenire e accompagnare i visitatori imprevisti all’uscita del palazzo comunale. È bastato l’intervento di una pattuglia dei carabinieri della stazione di Montichiari e di un equipaggio della polizia locale, che poi hanno presidiato l’ingresso del Comune fino alla conclusione della seduta.

Un sintomo del sentire della popolazione o solo il gesto di una minoranza? Di certo il dibattito sulla riconversione della ex Serini resta vivace nonostante i tempi dell’apertura del Centro per il rimpatrio siano slittati al 2019. C’è comunque anche una Montichiari che sostiene la politica dell’ospitalità.

PROPRIO da questo settore arriva un’ininiziativa a sostegno dell’accoglienza: la organizza il gruppo «Vocabolari di pace» che per martedì alle 20,45 ha organizzato, nella cornice del Parco caduti di Nassiriya, un incontro in ricordo dei tanti che hanno perso la vita nel Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere la Sicilia. E i lavori nell’ex area militare? Continua a slittare l’aggiudicazione del bando per la realizzazione delle fogne. Dopo la proroga scaduta l’11 agosto, il Provveditorato regionale per la Lombardia e l’Emilia non ha ancora indicato l’impresa che deve realizzare vasca di raccolta impianto di sollevamento. L’ennesima proroga, che potrebbe essere definita «ufficiosa», è dovuta a quanto pare a un ingorgo burocratico, all’eccessiva competizione tra imprese che hanno deciso di partecipare al bando da 480 mila euro.

Condividi la notizia