Era il «re» della (pessima) accoglienza

La villetta di Carpenedolo, una delle tante destinate agli immigrati
La villetta di Carpenedolo, una delle tante destinate agli immigrati
V.MOR. 06.09.2018

Per oltre un anno è stato il protagonista principale dell’accoglienza dei richiedenti asilo nella Bassa. Angelo Scaroni, imprenditore monteclarense dei Novagli, è entrato in un processo che nel suo caso si è rivelato un business, capace di fargli incassare migliaia di euro al giorno. Complessivamente, calcolano gli inquirenti, due milioni e mezzo di euro in un anno per ospitare duecento persone in strutture fatiscenti. Per anni si è occupato delle sue aziende agricole, di trasporti e deposito pallet (quest’ultima attività, ai Novagli, è rimasta coinvolta in un gigantesco incendio nell’aprile 2017), poi è appunto entrato nel settore dell’accoglienza e ha sistemato in appartamenti di sua proprietà o in case prese in affitto decine di persone. Oggi i suoi ex ospiti sono stati trasferiti nelle strutture di Brescia, mentre in origine erano alloggiati a Montichiari, Carpenedolo, Borgo San Giacomo, Maclodio, Lonato, Pontevico, Fiesse, Acquafredda, Desenzano, Prevalle e Vobarno. IL CENTRO di questo piccolo impero costruito sui profughi e sulle norme di tutela internazionali era a Carpenedolo, il paese da cui sono partite le indagini della Procura di Brescia con i sopralluoghi nella villetta di via Erculiani effettuati dai carabinieri guidati dal maresciallo Alfonso Gentile. In questo stabile potevano essere ospitate 8 persone ma ne erano state contate 24: molte sistemate su un materasso adagiato per terra o nello sgabuzzino. Scaroni era diventato anche uno specialista nel «travaso» di ospiti da una struttura all’altra: una formula sperimentata per provare ad evitare i controlli delle forze dell’ordine. Tutto inutile: un’altra situazione illegale era stata scoperta nell’immobile di via Cornaleto a Isorella. Comune e Ats avevano denunciato problemi di sovraffollamento, igienico sanitari e di sicurezza, rilevando una situazione di degrado tale da costringere i richiedenti asilo a procurarsi l’acqua non potabile da un pozzo. Non solo: a Isorella avevano trascorso l’inverno con temperature intorno ai 13 gradi. Dopo i domiciliari per l’accusa di truffa ai danni dello Stato, l’Autorità nazionale anticorruzione ha nominato un commissario straordinario per gestire i profughi affidati al monteclarense, e oggi le abitazioni che ha usato sono vuote, con le finestre sbarrate. •