A Montichiari
una «fabbrica»
di tartarughe

Alcuni soggetti riproduttori sequestrati a MontichiariNell’allevamento clandestino c’erano decine di nuovi nati
Alcuni soggetti riproduttori sequestrati a MontichiariNell’allevamento clandestino c’erano decine di nuovi nati (BATCH)
05.08.2017

Le norme relative al commercio e anche al semplice scambio sono diventate giustamente molto restrittive da anni, a tutela di popolazioni che sono state saccheggiate per decenni in natura e che per questo sono minacciate da tempo, e nonostante il pericolo di denunce e sanzioni salatissime, il mercato clandestino delle tartarughe terrestri non si è esaurito; anzi. Nelle ultime ore i carabinieri forestali del Nipaf (Nucleo investigativo di polizia ambientale e forestale) e della stazione di Brescia hanno dato notizia di un maxi sequestro effettuato a Montichiari: un centinaio di esemplari appartenenti a diverse varietà; senza dimenticare le uova, una quarantina, messe in incubazione in una «culla» artigianale.

LA POLIZIA ambientale ha fatto visita giovedì all’abitazione di un privato scoprendo all’interno un importante allevamento abusivo: c’erano tartarughe (ma sarebbe meglio definirle testuggini) di ogni età, dagli esemplari di pochi mesi (e centimetri) a quelli con molti anni di vita, tutti, a partire da quelli adulti utilizzati come soggetti riproduttori, di provenienza più che sospetta, privi della documentazione Cites (ne riferiamo a fianco) necessaria per dimostrare l’origine legale e la registrazione a norma di legge.

Molte specie di questa famiglia di rettili, a partire dalle varietà europee, sono inserite negli elenchi delle specie animali e vegetali minacciate e a rischio di estinzione della Convenzione di Washington (la Cites, appunto) ratificata dall’Unione europea e dall’Italia, e molto prima dell’incorporazione nell’Arma dei carabinieri era proprio in via esclusiva la ex forestale a occuparsi di far rispettare questo accordo internazionale. Con la nuova divisa, gli stessi agenti hanno perquisito l’abitazione monteclarense con risultati positivi, denunciando l’allevatore clandestino per detenzione di esemplari di specie incluse nell’allegato A del regolamento europeo collegato alla Cites.

Per ora non ci sono indicazioni sui possibili acquirenti delle testuggini, ancora molto richieste da tanti privati, e neppure sul luogo in cui verranno trasferite a conclusione delle indagini.

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