Mezza Italia
smaltisce i fanghi
nel Bresciano

I fanghi trattati vengono utilizzati come fertilizzanti in agricoltura
I fanghi trattati vengono utilizzati come fertilizzanti in agricoltura
Valerio Morabito 15.05.2018

Mezza Italia smaltisce i fanghi della depurazione nel Bresciano. Dalla Puglia al Trentino Alto Adige passando per la Toscana, gli scarti di oltre mille Comuni hanno come destinazione gli impianti nell’enclave del territorio compreso tra Calcinato- Calvisano e Lonato. Un triangolo ad alta specializzazione che consente di trasformare uno dei rifiuti più complessi da trattare in fertilizzanti per l’agricoltura. Un modello di economia circolare che presenta qualche fisiologico effetto collaterale per l’ambiente, ma che nel complesso esprime comunque un’eccellenza del «made in Brescia».

I FANGHI SONO principalmente prodotti dalla depurazione degli scarichi civili, di acque industriali e delle aziende agricole, una volta trattati vengono reimmessi nei terreni coltivati come alternativa alla fertirrigazione. In Lombardia vengono ritirati circa 1.100 tonnellate all'anno di fanghi di cui circa 680 mila tonnellate provengono da altre regioni. Due terzi vengono trattati nel Bresciano. Un business imponente. Tutte queste sostanze, adeguatamente trattate e addizionate da sostanze chimiche, vengono utilizzate in agricoltura. Il flusso più consistente di residui degli impianti di depurazione arriva dalle province di Bari, Lecce e Roma. Ostia, Tivoli e Monterotondo, ma anche Fiuggi e Sant’Apollinare e Cisterna di Latina si affidano alle aziende bresciane per lo smaltimento degli scarti. Qualche cliente è anche abruzzese ed arriva da Giulianova (Teramo), mentre dall'Umbria le scorie portano l'etichetta di Terni. Dalla Toscana i principali conferitori sono delle province di Firenze, Livorno, Pisa e Grosseto. Nell’elenco figurano anche Comuni delle province di Reggio Emilia, Trento e Venezia.

GIÀ, MA COSA SUCCEDE quando i fanghi arrivano in queste ditte? Di solito vengono aggiunte delle sostanze, come l'acido solforico e solfato di calcio. In un intricato percorso chimico, i fanghi devono maturare per abbattere la loro carica batterica e successivamente vengono smistati sui terreni provinciali. È chiaro che le ditte, di solito, rispettano le norme comunitarie nell'utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, ma in un contesto del genere vale la pena porsi qualche domanda. Se questi fanghi, contenenti determinate sostanze, vengono depositati ogni anno sugli stessi campi, in quanto tempo vengono biodegradati? Domanda avanzata dagli ambientalisti e da una parte degli agricoltori che hanno scelto di impiegare nei campi solo liquami degli allevamenti. La questione è stata portata alla ribalta in occasione delle indagini sul tanfo che un anno e mezzo fa aveva provocato malori tra gli alunni e le insegnanti della scuola elementari di Vighizzolo di Montichiari. Sotto la lente degli inquirenti sono finiti anche i gessi di defecazione e i prodotti a base di fanghi di depurazione.

CORRELATI