L’estate dei
veleni inquina
anche il Mella

La schiuma tossica creata dal prelievo dell’acqua dal Mella
La schiuma tossica creata dal prelievo dell’acqua dal Mella (BATCH)
Valerio Morabito 14.07.2017

La siccità e le derivazioni per l’irrigazione e la produzione idroelettrica hanno già creato una situazione molto difficile; poi, a rendere ancora più pesante la realtà dei corsi d’acqua bresciani ci pensano i criminali. Ed è grazie a loro che questa prima parte di estate è stata pessima.

L’ULTIMO avvelenamento in ordine di tempo (immediatamente successivo a quello del Chiese di cui riferiamo a fianco) ha colpito ieri il basso corso del Mella. Nella notte di mercoledì è avvenuto uno scarico abusivo di reflui al confine tra Manerbio e Offlaga, ma a causa del buio le prime segnalazioni sono arrivate alle autorità territoriali, alle agenzie per la tutela ambientale e alle forze di polizia solo ieri mattina attorno alle 8. Le prime persone dirette al lavoro hanno notato sul territorio di Manerbio una grande quantità di schiuma biancastra sia nel fiume sia sugli argini.

Scoperto il disastro ci si è resi conto che l’episodio è diventato molto evidente grazie alla pompa idrovora della roggia Canalot, che ha moltiplicato l’effetto schiuma pescando acqua dal fiume. Una gigantesca «vasca da bagno», solo che non conteneva niente di buono: a dimostrarlo la morte di decine di pesci avvistati a loro volta dai passanti.

Diffuso l’allarme, in pochi minuti sul posto sono arrivati i carabinieri, la Polizia locale di Manerbio e i tecnici dell’Arpa, e tutti hanno iniziato a setacciare la zona alla ricerca della fonte dell’avvelenamento. Le forze dell’ordine e il personale dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente hanno controllato con accuratezza l’intera asta fluviale al confine tra Manerbio e Offlaga e nel primo pomeriggio, risalendo il fiume è stato possibile individuare l’origine dello scarico e della morte dei pesci: un’azienda agricola di Offlaga il cui titolare ha ritenuto che le leggi per la protezione della natura fossero solo un fastidio.

L’agricoltore ha scaricato nel Mella reflui zootecnici che hanno ucciso la fauna fluviale lasciando ovviamente tracce difficili da eliminare rapidamente, ed è stato naturalmente raggiunto da una denuncia. Sempre nel pomeriggio di ieri i tecnici dell’Arpa hanno effettuato dei prelievi per prevedere quale sarà il reale impatto dell’episodio, ma naturalmente le analisi richiederanno tempo.

«Una volta tanto un caso di inquinamento è stato chiarito e il colpevole sanzionato», ha commentato il vicesindaco Nerina Carlotti.

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