Da Manerbio ai podi mondiali La nuova vita di un trapiantato

Altre medaglie per il ciclista trapiantato Ermanno Manenti
Altre medaglie per il ciclista trapiantato Ermanno Manenti
Franco Piovani 01.07.2018

La storia di Ermanno Manenti da Manerbio è una storia di determinazione, fortuna e rinascita; una vicenda umana e sportiva trasformata in un «poster» vivente che inneggia alla forza e a una generosità purtroppo non ancora diffusa in Italia: quella di chi acconsente alla donazione dei propri organi. L’ultimo capitolo di questa storia è stato scritto a Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, dove Manenti ha collezionato medaglie sufficienti a conquistare, a 57 anni, il campionato europeo di ciclismo su strada per trapiantati e dializzati. È stata solo l’ultima performance: nell’agosto del 2009, in Australia, aveva conquistato la medaglia d’oro nella 20 chilometri lungo la Gold Coast. Poi sono arrivati successi nel 2012 a Grosseto e nel 2014 a Salsomaggiore; senza dimenticare l’oro conquistato a ai mondiali di Mar del Plata, in Argentina, e il bis centrato nella stessa competizione lo scorso anno a Malaga. La sua è una collezione di medaglie strepitosa, che probabilmente è destinata ad allungarsi, perchè il prossimo anno torneranno in scena i mondiali a Newcastle, in Gran Bretagna, mentre nel 2020 si ripresenterà l’appuntamento con gli europei a Dublino, e in entrambi i casi il ciclista trapiantato intende esserci, sostenuto dalla moglie Antonella, dai figli Stefano e Michele, ma anche da tanti amici. Una battaglia caratterizzata nella prima parte da una convivenza con una epatite per un quarto di secolo. Fino alla notte tra il 3 e il 4 gennaio del 2007, quando fu sottoposto a un trapianto di fegato nell’ospedale di Pisa. Lo stesso luogo in cui conobbe un altro paziente che gli raccontò delle sue gare con l’Associazione italiana emodializzati e della bellezza di fare sport. DOPO la riabilitazione ha seguito lo stesso percorso, appassionandosi alla bicicletta e recuperando la salute. In Sardegna si sono schierati al via in diverse specialità cinquecento partecipanti trapiantati. Nella gara a cronometro individuale Manenti si è classificato in seconda posizione conquistando l’argento, mentre nella rettilinea di 20 chilometri ha incassato l’oro, mentre complessivamente la Nazionale italiana è arrivata quarta con 53 medaglie dopo Inghilterra, Ungheria e Germania. «Ermanno ha dimostrato ancora una volta il valore della vita e del dono - commenta Marianna Baldo, la presidente dell’Avis di Manerbio di cui Manenti è socio -. Donare sangue, donare organi, significa dare una seconda possibilità a persone nelle quali arde la voglia di vivere». •