Mai più recriminazioni sui nomi di piazze e vie

V.MOR. 11.03.2018

Montichiari ha un rapporto molto complesso con la toponomastica, o per usare il lessico dei puristi l’odonomastica. In autunno in Consiglio comunale, i gruppi di minoranza - dopo un dibattito fiume durato tre ore -, si erano videro bocciare la richiesta di intitolare una via o un parco alla giornalista e scrittrice Oriana Fallaci. A gennaio si è scatenata un’altra bufera dopo la decisione dell’esecutivo di ridimensionare la lunghezza di via Paolo VI per creare il viale della Costituzione. Andando a ritroso nel tempo Montichiari si era diviso sul cambio di nomi a strade e soprattutto a piazze. Durante il mandato della Giunta guidata dal sindaco Gianantonio Rosa, per esempio, si aprì una vera e propria querelle quando la Giunta decise di cambiare nome alla centralissima piazza Giuseppe Garibaldi. L'eroe dei due mondi ed uno dei principali simboli dell'Unità d'Italia, fu sostituito con la denominazione Santa Maria. Ma ora le cose cambieranno: il Consiglio comunale ha dato il via libera alla creazione della commissione toponomastica. L’ organismo dovrà valutare, di volta in volta, le proposte che giungeranno da cittadini, enti ed associazioni per intitolare una strada o una piazza a qualche personalità nota. «Abbiamo accolto le sollecitazioni - ha affermato il sindaco Mario Fraccaro - in seguito alla discussione in aula sul dedicare o meno una strada ad Oriana Fallaci». L'opposizione consiliare, con in testa la Lega Nord, ha votato a favore, ma non ha nascosto il proprio scetticismo. «Strano che nel momento in cui avevamo chiesto di intitolare una strada alla giornalista e scrittrice Oriana Fallaci - ha affermato il capogruppo del Carroccio Marco Togni - è stato deciso di creare questo organo. Come mai non è stato istituito nei tre anni precedenti di Giunta? In più l'Amministrazione comunale ha deciso, a gennaio, di intitolare piazza Municipio al senatore Mario Pedini. Dunque ci chiediamo quale sia la reale utilità della commissione toponomastica», ha concluso Togni. • © RIPRODUZIONE RISERVATA