Una fiaccolata per chiedere
di restituire la nipotina alla zia

Gli zii della piccola, Serafino e Barbara Molino
Gli zii della piccola, Serafino e Barbara Molino (BATCH)
Milena Moneta03.10.2017

Una messa alle 20, una fiaccolata subito dopo, qualche intervento al megafono per sensibilizzare la popolazione: sono i mezzi che i coniugi Molino, Serafino e Barbara, metteranno in campo venerdì a Leno, nella speranza di riaprire il caso dell’affido della loro piccola nipotina che in base ad una sentenza della Corte di Appello ora si trova affidata ad un’altra famiglia.

TUTTO è iniziato circa due anni fa quando la bimba, che ora ha poco più di cinque anni, figlia di una ragazza madre con problemi di dipendenza dalle droghe, era stata data in affido. Poco dopo, però, era passato circa un mese, la madre, a soli 39 anni, è morta per un incidente stradale, travolta da due automobili mentre attraversava la tangenzialina verso la località «Il risparmio». Era il dicembre del 2015.

DOPO IL TRAUMA per la morte tragica e improvvisa, i familiari della vittima, in particolare la sorella Barbara sostenuta dalla madre Angiolina e dal proprio marito, si è resa disponibile a crescere accanto ai cuginetti la nipotina rimasta orfana. Il Tribunale dei minori ha disposto una prima Ctu (Consulenza tecnica d’ufficio) con la quale lo psicologo incaricato ha dichiarato nel 2016 la famiglia Molino equilibrata ed idonea a crescere in modo sano la piccola. In una successiva consulenza, tuttavia, lo stesso psicologo, essendo passato del tempo e alla luce dei nuovi affetti della bambina, ha ritenuto il nuovo nucleo familiare più adatto.

LA SITUAZIONE è giuridicamente delicata, tecnicamente si tratta di una procedura di adottabilità che ha avuto due pronunce conformi (Tribunale minorenni e Corte d’Appello, previa consulenza tecnica) che hanno sancito lo stato di adottabilità, appunto, del minore. Allorché si ritiene che i genitori siano inadeguati a crescere i figli si ricercano parenti che abbiano avuto rapporti significativi, disponibili e idonei a svolgere un ruolo sostitutivo di quello dei genitori. Probabilmente gli zii non sono stati tempestivi a dichiarare la loro disponibilità e il Tribunale non reputa interesse del minore essere lasciato in sospeso fino a quando un parente non presenta la richiesta. Ma la zia, ritenendo l’affido una soluzione temporanea che prevede il ritorno nella famiglia di origine appena ce ne sono le condizioni, non si rassegna alle sentenze e chiede di riversare sulla piccola l’affetto suo, della nonna e dei parenti, di riabbracciarla e di poterla vedere crescere nella propria casa.

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