L’ospedale è già nel futuro grazie a un investimento da tre milioni di euro

L’ingresso appena ripristinato
L’ingresso appena ripristinato
M.MON. 01.06.2018

Ampiamente anticipati, e sostenuti da un finanziamento regionale di tre milioni, i lavori di ampliamento e riqualificazione dell’ospedale di Leno sono appena iniziati. L’obiettivo è la realizzazione del «Pot», un acronimo che sta per Presidio ospedaliero territoriale. Come gli altri previsti in Lombardia, sarà una «struttura multiservizio per prestazioni residenziali sanitarie e sociosanitarie per acuti e cronici»: così li definisce la legge regionale che ha modificato il Sistema sociosanitario. IL POT OFFRIRÀ servizi in sinergia con la medicina di base e il territorio, si occuperà di riabilitazione, salute mentale, gestione delle cronicità e avrà ambulatori specialistici. Le opere, realizzate dalla srl Siteco di Modena, si concluderanno nel marzo 2019 e riguardano una superficie di circa 3.000 metri quadrati: interventi edili di adeguamento dell’edificio, rifacimento degli impianti e sostituzione di pavimenti, rivestimenti e infissi. Sono previsti anche rifacimenti della cucina, dell’aula magna, la ristrutturazione degli uffici amministrativi e la realizzazione di un consultorio familiare. In attesa del cantiere principale, mercoledì è stata riaperta la storica portineria ristrutturata dal precedente cantiere: da quache ora, insomma, l’accesso all’edificio avviene come da tradizione da piazza Donatori di Sangue. «ALL’INTERNO della struttura ospedaliera - ricorda il direttore generale dell’Asst del Garda Peter Assembergs - sono presenti diverse attività che spaziano dalla prevenzione alla cura, ed è quindi ora che diventi un Pot la cui creazione non può prescindere dalla riqualificazione dei locali. Completeremo così il percorso di rivalorizzazione dell’ospedale che era stato avviato con il cantiere che si è concluso in dicembre, finanziato sempre dalla Regione Lombardia con un investimento di altri 3 milioni di euro. Lo trasformeremo in un ulteriore nodo della rete per la cronicità dell’Asst Garda».