Il «pacco» del
notaio non
inganna i parroci

Parroci nel mirino di un finto notaio che prometteva cospicui lasciti
Parroci nel mirino di un finto notaio che prometteva cospicui lasciti
Valerio Morabito 21.11.2018

La truffa dei finti benefattori torna di moda tra la Bassa e il Garda. Dopo un'indagine durata circa un mese, i carabinieri della stazione di Carpenedolo sono riusciti a smascherare un 76enne di Bologna, ma con buoni contatti nel bresciano decisivi per contattare diversi parroci della zona e tentare di mettere a segno una semplice quanto fantasiosa truffa. L’ATTEMPATO emiliano, personaggio ben conosciuto dalle forze dell’ordine per questa sua predisposizione alla truffa, si spacciava per un notaio che ai parroci della Bassa orientale e del lago di Garda (Padenghe, Polpenazze e Soiano) raccontava di trovarsi al capezzale di un presunto benefattore in fin di vita che intendeva lasciare una cospicua eredità alla parrocchia di turno. L’ultimo abboccamento con il parroco di Padenghe lo scorso 24 ottobre che ha ricevuto la chiamata dal finto notaio. La donazione che avrebbe dovuto ricevere sarebbe stata di 52mila euro, a patto che il sacerdote anticipasse 2700 euro su un conto postepay per «parcella e spese di imposta». L'elevata cifra e l'insistenza del 76enne bolognese, però, hanno sollevato più di un dubbio nel parroco che ha così contattato i carabinieri. Il religioso ha fatto riferimento ai militari della stazione di Carpenedolo da cui è partita l'indagine. È servito un mese alle forze dell'ordine per venire a capo della vicenda e denunciare per truffa aggravata e sostituzione di persona il 76enne residente a Bologna. Ha tirato un sospiro di sollievo anche il vero notaio perché il truffatore per fare le cose a modo aveva scelto il nome di un professionista vero che è stato raggiunto dalle telefonate dei parroci che hanno rischiato di essere raggirati. Tutto, però, si è concluso per il meglio. Come detto, non è la prima volta che si verificano truffe del genere nella Bassa. Sei anni fa un episodio simile era avvenuto a Calvisano ed un altro a Montichiari. In entrambe le circostanze le truffe avevano provocato un classico buco nell'acqua e le parrocchie avevano respinto la truffa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA