«Bombe nucleari in aeroporto
Manca un piano di sicurezza»

I promotori dell’iniziativa per l’adozione di misure di sicurezza
I promotori dell’iniziativa per l’adozione di misure di sicurezza (BATCH)
Milena Moneta20.09.2017

Esiste un piano di sicurezza legato alla presenza sul territorio di Ghedi di un aeroporto e di una base militare «al cui interno sono custodite testate nucleari», in considerazione per esempio di possibili fughe, contaminazioni radioattive, incidenti? Se lo chiedono i rappresentanti del movimento politico «Insieme a sinistra» e la risposta è: «Ovviamente e imprudentemente no». E aggiungono: «L’amministrazione comunale finora non si è preoccupata di redigere un piano, di predisporre nero su bianco quanto andrebbe fatto nel malaugurato caso ci fossero problemi per la cittadinanza. Gli stessi cittadini, che ne dovrebbero essere invece informati, non saprebbero cosa fare in tale evenienza».

A PROTESTARE sono Angelo Bindoni, Loris Gallina, Emanuele Consoli, Arianna Pancione e Jonathan D’Andrea, che aggiungono: «Fonti accreditate dicono che la Base si prepara a sostituire le bombe al suo interno, dal tipo B61 al tipo B61-12 e che affideranno il trasporto delle stesse a camion molto speciali. Siano pronti ad affrontare le evenienze che questo scenario comporta? C’è un piano di evacuazione per affrontare un possibile incidente?».

Il movimento «Insieme a sinistra», che non ha una rappresentanza diretta in Consiglio comunale, chiede al sindaco Lorenzo Borzi un incontro sul tema, di predisporre un tavolo aperto a diversi enti, soggetti ed esperti che provveda alla stesura di un piano di emergenza - magari con un numero unico per i cittadini - e di evacuazione. «Paesi limitrofi hanno già nel cassetto un piano del genere. Noi no, mentre il sindaco parlando di protezione che ci può venire dal ministero fa riferimento a rischi che solo lui conosce». Da qui il loro progetto «Sicurezza 2.0».

Sulla presenza o meno di bombe nucleari nell’aeroporto militare ghedese si discute da tempo senza una certezza definitiva e, soprattutto, senza aver scalfito l’indifferenza della maggior parte degli abitanti della cittadina, «sensibile tuttavia all’inquinamento acustico dovuto al passaggio di molti aerei. A noi sembra assodata la presenza di 40 atomiche rispetto alle quali abbiamo più volte manifestato la nostra contrarietà di convinti pacifisti, pur consapevoli che la nostra posizione minoritaria non è in grado di interferire con il ministero della Difesa, ma oggi non parliamo di militari, ma della salute di tutti trascurata con leggerezza», dicono ancora.

Quindi la stoccata al centrodestra alla guida del paese: «Spesso ci si riempie la bocca con slogan sulla sicurezza, con gogna preventiva verso gli immigrati, si paventano pericoli lontani e poco reali, poi si trascura quello che di fatto può concretamente mettere a repentaglio la sicurezza di tutti».

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