Fuga da brividi dopo l’assalto al bancomat

Il bancomat di Pralboino  finito nel mirino della banda di ladriL’arrivo dei carabinieri ha costretto i banditi a darsi alla fuga
Il bancomat di Pralboino finito nel mirino della banda di ladriL’arrivo dei carabinieri ha costretto i banditi a darsi alla fuga
Paola Buizza 18.11.2018

Per un «soffio» non li hanno presi. C'erano pattuglie dei carabinieri schierate praticamente ovunque, nella Bassa, per prevenire i colpi ai bancomat. Eppure la banda che ieri ha colpito Pralboino, è riuscita a scappare. Ma senza bottino. E dopo un lungo inseguimento. È STATA UNA NOTTE ad alta tensione per i carabinieri di Verolanuova e Desenzano, che già da diverse ore stavano presidiando le maggiori arterie di scorrimento per un mirato servizio di prevenzione contro gli assalti ai bancomat, potenziato sulla scorta dei colpi messi a segno nelle ultime settimane. Per questo dalle 22 di venerdì i militari – 17 pattuglie in tutto fra i due Comandi – erano posizionati in vari punti chiave pronti ad intervenire. Ed è forse proprio per questo che la banda entrata in azione alle 3.55 alla filiale della Banca Popolare di Cremona, tra via Garibaldi e via Veronica Gambara, ha mollato la presa prima di riuscire a concludere il colpo. I malviventi si sentivano braccati. E lo erano. Ma la loro Audi station wagon, ben più potente rispetto alle auto dei militari, ha fatto bene il suo lavoro: fuggire. Erano in tre, forse quattro uomini: volti coperti da passamontagna e mani con i guanti. Prima hanno fatto esplodere il bancomat, poi hanno scardinato le porte d'entrata della filiale con un piede di porco. Nel frattempo, però, alla centrale operativa del 112 era arrivata la segnalazione del furto in atto e le pattuglie, nei dintorni, hanno raggiunto il piccolo centro di Pralboino dove i residenti erano stati svegliati da un forte boato. I malviventi non sono riusciti ad arraffare le banconote. Saliti in auto sono scappati a gran velocità. Una pattuglia di Bagnolo Mella li ha intercettati per prima sulla 668, tra Leno e Ghedi, ma l'Audi sfrecciava ad almeno 240 chilometri orari, troppo per la Punto dei carabinieri che la seguiva e per i colleghi fermi ai posti di blocco, forzati dal bolide deciso a proseguire ad una velocità pericolosa per tutti. LE PATTUGLIE erano in allerta e i banditi sono stati riagganciati verso Montichiari dai carabinieri di Desenzano che non sono riusciti a star dietro all'Audi, inghiottita dalla notte. Al Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Brescia il compito d’indagare. Le immagini riprese dalle telecamere di videosorveglianza saranno analizzate nei dettagli. Non è escluso che la banda sia la stessa ad aver agito verso le 3 – circa un'ora prima – a Marcaria, nel Mantovano. Anche in quel caso i malviventi sono stati messi in fuga dai carabinieri prima di riuscire a concludere il colpo, a quanto pare diretti nel Bresciano. Informazioni che saranno incrociate per trovare i punti di contatto e indizi. L'Audi potrebbe aver imboccato l'autostrada per dirigersi in Veneto – spiegano gli investigatori - e successivamente oltre il confine italiano, verso l'Europa dell'Est. •