«Fanghi sparsi nei terreni: vogliamo la verità dopo il servizio-schock di Rai 3»

Su fanghi e gessi di defecazione è polemica a Calcinatello
Su fanghi e gessi di defecazione è polemica a Calcinatello
F.MAR. 09.10.2018

Prime reazioni a Calcinatello sull’inchiesta-shock sul trattamento e l’utilizzo agricolo dei fanghi messa in onda domenica su Rai 3 dalla trasmissione «Indovina chi viene a cena». Il servizio ha portato alla luce un presunto smaltimento senza controllo dei liquami di depurazione e dei gessi di defecazione. Per il sindaco Marika Legati, «la problematica si inserisce in un quadro normativo sfavorevole. La Provincia è titolare delle autorizzazioni di questa tipologia di impianti e dei relativi riesami. Le sue valutazioni vengono supportate da Arpa e Ats, titolati a svolgere controlli certificati ai fini delle modifiche di gestione degli impianti. Ad oggi non ci sono pervenuti tali riscontri rispetto alle conseguenze ambientali e sanitarie». Il Comune insomma ha poche leve normative da azionare per fronteggiare il fenomeno. «Segnaliamo eventuali anomalie, informiamo i cittadini e promuoviamo monitoraggi straordinario per disturbi olfattivi. Iniziativa che abbiamo promosso per il secondo anno: se emergessero problemi potremo chiedere il riesame dell’autorizzazione rilasciata dalla Provincia». Gli enti locali insomma possono incidere poco. SUL TEMA INTERVIENE anche il capogruppo consiliare di Bene Comune, Ennio Allegri. «Dopo aver segnalato puntualmente i rischi, i pericoli e i disagi, in consiglio comunale, in piazza, sulla stampa, sui social media, fra la gente - osserva - non vogliamo più vergognarci di Calcinato: chiediamo al sindaco di dare risposta alla numerose segnalazioni dei cittadini, di esigere l’applicazione del regolamento che impone l’obbligo a ciascun conduttore di terreni siti nel territorio comunale di comunicare per iscritto alla Polizia locale, almeno 48 ore prima dall’inizio dello spandimento di fanghi e gessi di defecazione». Nel mirino finisce anche il Governo gialloverde che ha «mimetizzato nel decreto sul ponte di Genova un provvedimento che cancellando una sentenza di luglio del Tar ha sostanzialmente liberalizzato lo spandimento di fanghi con elevato contenuto di idrocarburi», conclude Allegri. © RIPRODUZIONE RISERVATA