Acqua bene pubblico
Il collettivo al lavoro
per il referendum

26.09.2017

Calcinato andrà a infoltire la schiera di Comuni bresciani che sostengono un nuovo referendum per chiedere che l’acqua resti un bene a gestione interamente pubblica? È possibile, e il fatto stesso che ciò si verifichi, e che in provincia sia necessario riaprire una battaglia già formalmente vinta con un’altra consultazione nazionale anni fa, è indicativo della considerazione con cui la politica gestisce i pareri degli elettori.

TORNANDO a Calcinato, questa sera alle 20.30 il collettivo «Bene Comune» ha organizzato un’assemblea nella sala civica Morelli, in piazza della Repubblica, per preparare una risposta positiva in vista del Consiglio comunale chiamato a pronunciarsi sulla questione giovedì. Durante la stessa sera la proposta approderà in aula anche a Polaveno. Il numero dei paesi che sostengono la consultazione popolare che ha già raggiunto il quorum potrebbe dunque raggiungere quota 31. Fra gli altri hanno già detto «sì» Bedizzole, Borgo San Giacomo, Castelcovati, Travagliato, Coccaglio, Prevalle, Rovato, Marone, Verolavecchia, Vallio, Travagliato, Limone e Cigole.

«Per l’acqua pubblica abbiamo raccolto centinaia di firme, sostenuto e poi vinto i due referendum nazionali del giugno 2011 - ricorda il portavoce del collettivo Gianni Alessi -. Poi siamo sempre stati in prima linea nelle campagne per chiedere il rispetto della volontà popolare. E nei giorni scorsi la nostra rappresentante Tiziana Spreafico ha apposto la prima firma in calce alla richiesta inviata al sindaco Marika Legati, affinché anche a Calcinato aderisca alla richiesta di referendum consultivo provinciale sulla gestione del servizio idrico integrato».

La consultazione su scala locale propone questo quesito: «Volete voi che il gestore unico del servizio idrico integrato per il territorio provinciale di Brescia rimanga integralmente in mano pubblica, senza mai concedere la possibilità di partecipazione da parte di soggetti privati?». F.MAR.

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