«Cristian continua a vivere nei nostri cuori»

La partenza del corteo funebre diretto verso il  cimitero di Bagnolo dove riposerà Cristian  FOTOLIVE
La partenza del corteo funebre diretto verso il cimitero di Bagnolo dove riposerà Cristian FOTOLIVE (BATCH)
09.01.2018

Cinzia Reboni «Facciamo fatica a comprendere perché il Signore abbia chiamato così presto vicino a sé Cristian. Siamo anzi consapevoli che l’unico ad avere la possibilità di capire perché questo sia accaduto sia proprio tu, che in questo preciso istante hai la possibilità di fissare Dio in volto, di guardarlo dritto negli occhi e di rivolgerti a lui. Sì, Cristian, chiediglielo tu perché, noi siamo in grande difficoltà». La toccante omelia di don Gabriele Fada - che ieri mattina con monsignor Severino Chiari ha celebrato i funerali del piccolo Cristian Corso nella parrocchia di Bagnolo - è arrivata dritta al cuore. Le parole del curato hanno sublimato la tristezza e il dolore della tragedia lasciando spazio anche alla speranza: «Come sempre, è la parola di Dio ad entrare nelle nostre menti e nei nostri cuori, affinché anche solo una piccola luce di speranza in mezzo a un mare di dolore possa prendere dimora». Un bagno di folla ha accompagnato il piccolo feretro bianco nell’ultimo viaggio. La comunità si è stretta in silenzio attorno a mamma Carmela, papà Ferdinando e alla sorellina Martina, una famiglia travolta da una tragedia immane ancora avvolta da punti oscuri che aggiungono dolore a dolore. CRISTIAN CORSO, 3 anni e mezzo, è morto il 29 dicembre all’ospedale Santobono di Napoli dopo essere stato dimesso una prima volta con la prognosi di un banale virus influenzale. Il bambino - che accusava febbre, dolori alla pancia e diarrea - nelle ore successive è peggiorato, tanto da convincere i genitori a chiamare un’ambulanza per riportarlo al pronto soccorso del nosocomio, dove però è arrivato in condizioni disperate. Il suo cuore ha smesso di battere per sempre poco dopo il ricovero. La famiglia, originaria di Ercolano ma residente da otto anni a Bagnolo Mella, era in vacanza nel paese campano per le feste natalizie. Il giorno dell'Epifania a Ercolano erano stati celebrati i primi funerali del bambino. Ieri a Bagnolo l’ultimo struggente abbraccio nella parrocchia della Visitazione di Maria Vergine e la tumulazione nel locale cimitero, come hanno voluto papà e mamma per tenere il figlio per sempre vicino a loro. «Il mistero della morte è quella realtà che scuote in continuazione la vita degli uomini. Quando poi non è legata ad un naturale declino, ma prende la vita di un bambino di soli tre anni, lo strazio è ancora più intenso», ha detto don Gabriele Fada, sottolineando come la comunità si sia stretta «attenta ma non insistente, premurosa ma non invadente» al grande dolore «che state provando per il fatto che il vostro Cristian è volato in cielo, lontano da voi e lontano da noi», ha affermato il curato rivolgendosi direttamente ai genitori di Cristian. In momenti come questo «anche la fede viene messa fortemente alla prova - ha ammesso dal pulpito il sacerdote -. Perché Signore, perché proprio il nostro Cristian, perché proprio in quel modo? - ha ripetuto più volte don Fada -. Avremmo voluto averlo ancora qui, godere della sua simpatia e del suo amore, avremmo voluto vederlo giocare ancora tante volte nel nostro oratorio con i suoi amici e con i suoi futuri compagni di catechismo. È difficile capire, comprendere, accettare». NEL CORSO DELLA celebrazione della messa è stata anche letta una toccante preghiera scritta dai genitori di Cristian. Con un amore infinito, Nando e Carmela hanno affidato il loro figlio a Dio, chiedendogli di prendersi cura di lui, accudirlo, pensare al suo bene. «Proteggilo dal nostro dolore e avvolgilo con il calore del tuo abbraccio, nutrilo d’amore e della speranza che questo nostro cuore troverà pace, col tempo accettazione». Già, il tempo. L’unico a poter sanare le ferite di un dolore così grande, per una morte così assurda e imprevedibile. Nando e Carmela sono convinti che dal cielo Cristian sarà felice: «solo la sua gioia porterà sollievo al nostro grande dolore e col tempo asciugherà le lacrime - scrivono nella loro preghiera -. L’amore per nostro figlio sarà sempre in noi, ma sapere che è con te ci darà consolazione. Nel tempo il battito del nostro cuore ricomincerà a pulsare, si aprirà a nuovo amore». Anche la maestra di Cristian, Gabriella Schivalocchi, ha voluto salutarlo per l’ultima volta ricordando con la voce rotta dal pianto il primo giorno di scuola, «quando ho visto per la prima volta i suoi occhioni grandi e il suo meraviglioso sorriso. Quante volte ho detto: è proprio un bambino speciale, amico di tutti. Ora sarà difficile anche per me non poterlo abbracciare, sorridergli, tenerlo per mano». Poi, rivolgendosi ai genitori, la maestra della scuola materna ha concluso con un tenero pensiero: «Voglio pensare che Cristian d’ora in poi sarà lì a sorreggervi in questa vita che ora si è fatta più difficile, e a dirvi: forza, coraggio, andate avanti, io sarò sempre lì con voi, dal cielo vi guardo e vi proteggo». Al termine del funerale in una chiesa gremita, il corteo ha accompagnato Cristian all’ultima dimora. Una lunga e mesta processione. Poi palloncini bianchi e azzurri liberati nel cielo, tante lacrime e silenzio. Perché è difficile trovare le parole per spiegare tanto dolore, ma ancor di più è difficile trovare risposta a una domanda: perché Cristian, perché un bimbo di tre anni, perché proprio lui?. • © RIPRODUZIONE RISERVATA