«Il sorriso di
Cristian è una
luce senza fine»

La testa della fiaccolata promossa ieri dalla comunità di Bagnolo Mella FOTOLIVE/FABRIZIO CATTINAIl lancio dei palloncini nel cielo Il curato don Gabriele Fada  I genitori di Cristian Corso circondati dagli amici del figlioletto
La testa della fiaccolata promossa ieri dalla comunità di Bagnolo Mella FOTOLIVE/FABRIZIO CATTINAIl lancio dei palloncini nel cielo Il curato don Gabriele Fada I genitori di Cristian Corso circondati dagli amici del figlioletto (BATCH)
Cinzia Reboni12.01.2018

Canzoni, disegni colorati e tanti bambini con cui giocare. Tutte le cose che Cristian amava in vita si sono sublimate ieri sera nella fiaccolata promossa dalla comunità di Bagnolo. Un corteo tenero e toccante che forse - forse -, per qualche istante ha allentato la morsa di dolore che attanaglia il cuore di mamma Carmela e papà Nando mescolati nel fiume di folla che dalla materna ha raggiunto l’oratorio. L’emozione era palpabile. Ad aprire il corteo un gruppo di bambini con due cartelli: «Cristian sarai sempre con noi» e «Cristian vive». Perchè la tragedia che ha colpito il piccolo bambino di 3 anni - morto il 29 dicembre all’ospedale pediatrico Santobono di Napoli per cause che solo l’inchiesta della procura potrà chiarire - ha scosso tutta la comunità, ancora incredula e sgomenta.

A FATICA LA CHIESETTA dell’oratorio è riuscita a contenere tutti i partecipanti alla fiaccolata, riuniti nel momento della preghiera. Molti hanno dovuto accontentarsi di ascoltare le parole di don Gabriele Fada e di don Severino Chiari, trasmesse da un altoparlante, nel cortile esterno. Toccanti le parole della zia Vincenza, che al termine della cerimonia si è rivolta a Nando e Carmela parlando proprio a nome del loro piccolo Cristian. «Ciao mamma, ciao papà. Mi dispiace vedervi tristi senza di me, ma sarò sempre il vostro angelo che veglierà su di voi e sulla mia sorellina Martina». Le parole di Cristian, attraverso la voce della zia, sono arrivate dritte al cuore. «Non volevo lasciarvi, avrei voluto rimanere un po’ di più con voi. Ma purtroppo era il mio destino». Un destino breve, quello di Cristian, ma denso di gioia e di serenità. «Voglio dirvi grazie per tutto quello che avete fatto per me: sono stato il bambino più felice del mondo insieme a voi. Io sono sempre con voi, anche se non potete vedermi. Ci sono tra le cose che amavo di più, treni e giocattoli, ma soprattutto nei vostri cuori». É ancora presto per asciugare le lacrime e trovare rassegnazione, ma, attraverso la zia, Cristian chiede ai suoi genitori di «smetterla di piangere per me. Ora io vivo in eterno. Nessuno appartiene al mondo, apparteniamo al regno di Dio. Ricordatevi che prima di essere figlio vostro sono figlio di Dio, perchè tutti siamo suoi figli e tutti andremo da lui». E infine un ultimo saluto alla mamma («grazie per tutto il tempo che mi hai dedicato»), al papà («sarai sempre il mio eroe») e a Martina, «la mia adorata sorellina». «Cristian è accanto a Dio, è felice e ripone la speranza che possa far sentir felici anche i suoi cari in questo momento di grande sconforto», ha detto don Gabriele. «La vita non ci appartiene - ha aggiunto don Severino Chiari -: noi siamo qui a vivere di speranza». Poi, rivolgendosi ai bambini, li ha sollecitati ad «amare la vita, che è un dono del Signore». La preside dell’Istituto comprensivo, Rita Scaglia ha dedicato a Cristian una canzone scritta cinque anni fa «per chi come Cristian, e prima di lui altri bambini come Luca e Ilaria, è scappato in cielo per giocare con gli altri “orsetti“ tra le nuvole». Il testo parla di «un orsetto con le ali che ha lasciato una scia di luce, un’emozione profonda nel cuore. Il tuo respiro è volato lassù, in mezzo alle stelle». E magari «quando usciamo di qui - ha aggiunto Rita Scaglia - proviamo ad alzare gli occhi al cielo: ci sarà una stella che brilla più delle altre: quella è la stella di Cristian. Lo terremo sempre nel nostro cuore, non lo dimenticheremo mai». Fuori dalla chiesetta, il cielo si era ormai fatto scuro. Un lungo e caldo applauso, e il volo dei palloncini bianchi e azzurri. Tutti con gli occhi puntati al cielo, per cercare la stella più luminosa per poter dire: «Ciao Cristian».

CORRELATI
Primo Piano
 
LE TESTIMONIANZE. Il coinquilino del padre di Sana sostiene di averlo chiamato e che l’uomo in tutta libertà ha risposto senza problemi

«Ho sentito il padre, non è in cella»

Condividi la Notizia