Sprofondo
Feralpisalò: ne
prende tre ed è ultima

La delusione dei giocatori della Feralpisalò
La delusione dei giocatori della Feralpisalò
Sergio Zanca 02.10.2018

L’attacco non segna, e la difesa sbanda. Sono due errori di Legati e Canini a lanciare il Vicenza, che ringrazia e conquista una preziosa vittoria. Una partita che avrebbe dovuto consentire alla Feralpisalò (sconfitta 0-1 a Monza, e frenata sullo 0-0 dalla Fermana) di imboccare la strada del riscatto si è trasformata in un calvario. Gli ospiti hanno scartato i regali ricevuti, e in mezz’ora sono riusciti a ottenere un margine rassicurante. Proprio come lo scorso mese di febbraio, quando si sono imposti 3-1, inducendo il presidente Giuseppe Pasini a licenziare Michele Serena. All’ultimo istante Domenico Toscano rinuncia a proporre l’assetto provato ripetutamente nel corso della settimana. Preferisce non inserire sul versante di sinistra né Corsinelli né Hergheligiu, che avrebbe debuttato tra i professionisti, utilizzando come mezze ali Magnino e Raffaello. Vita ritorna a occupare il ruolo di ala destra, e Prodi viene dirottato sulla mancina. Il modulo è il solito: 3-5-2. Il Vicenza tiene il rifinitore Curcio alle spalle delle punte Giacomelli e Arma, il lungagnone giunto dalla Triestina dopo avere girovagato in numerose società. Il tecnico Colella, che dal Bassano ha portato numerosi componenti della rosa, passa al 4-3-1-2, con possibilità di variare durante la gare, in base alle necessità. PIOVE, QUANDO Zingarelli dà il via. Nemmeno il tempo di annotare le marcature, e gli ospiti sbloccano il punteggio. Legati scivola al limite dell’area sul terreno viscido, e Giacomelli ha via libera: l’attaccante chiude imparabilmente con una sventola all’incrocio dei pali. La Feralpisalò non sembra avere accusato il colpo, e si spinge in avanti nel tentativo di rimediare in fretta alla disavventura. Però non trova corridoi liberi, e nemmeno l’assist decisivo. L’impressione è che a volte i reparti non si muovano mantenendo il necessario equilibrio, e le punte vengano cercate con lanci molto lunghi, non attraverso un fraseggio lineare. Guerra prova con una deviazione di tacco, respinta in mischia. E’ ancora il Vicenza a lasciare il segno. Al 28’ Giacomelli centra il palo su punizione, e al 29’, su un rinvio sbagliato di Canini, Curcio innesca Arma, che firma il raddoppio. Biancorossi implacabili Un altro tiro di Guerra è respinto da Grandi in tuffo. Trascorrono i minuti, e i gardesani ricavano solo qualche angolo. Bizzotto entra in modo rude sull’ex Vita, e rimedia l’ammonizione. ALL’INIZIO della ripresa Tantardini e Ferretti rilevano Canini e Magnino. Che non sia una serata favorevole lo si vede al 10’, quando Guerra, liberato da un lancio di Ferretti, colpisce il palo. Il Vicenza approfitta dello scoramento degli avversari, e li affonda definitivamente con Arma che, su traversone di Curcio, vince il rimpallo con Paolo Marchi, e fulmina l’incolpevole Livieri. La Feralpisalò è allo sbando, potrebbe subire ancora. Il palo di Ferretti in pieno recupero non modifica i termini di una contesa finita dolorosamente. Ora la classifica condanna i verdeblù (con una partita in meno) a un impietoso ultimo posto, insieme alla Ternana, che però deve recuperare tre gare. •

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