Sei Nazioni, per gli azzurri esordio contro i big inglesi

Il capitano Sergio Parisse
Il capitano Sergio Parisse (BATCH)
04.02.2018

Torna il 6 Nazioni,e per l’Italia c’è subito una missione impossibile. Il posticipo della prima giornata del torneo rugbistico più antico del mondo riserva agli azzurri la sfida che è come un Everest da scalare, quella contro i Maestri inglesi, team numero 2 del ranking mondiale. L’Inghilterra è anche la detentrice del titolo del torneo, che ha vinto, oltre che l’anno scorso, anche nel 2016. «Non ci saranno sorpresine», conferma il capitano degli Azzurri Sergio Parisse, 130 presenze oggi in un Olimpico dove ci saranno 60mila spettatori, un terzo dei quali inglesi. È quindi un incontro dal pronostico a senso unico, ma che agli azzurri non incute timore, semmai rispetto per cotanti avversari. «Dobbiamo essere competitivi - dice Parisse alla vigilia - e tenere in difficoltà e sotto pressione chiunque. Non è facile ma è stimolante. Sappiamo che con l’Inghilterra, che giustamente vedono tutti come favorita, sarà per noi una partita bella da giocare: non vogliamo regalare nulla in campo. Con il massimo rispetto, vogliamo iniziare bene questo 6 Nazioni, perché riuscirci ti dà fiducia per affrontare le prossime partite con uno spirito diverso». L’unica cosa certa è che servirà un’impresa, così come poi sabato 10 a Dublino contro l’Irlanda, l’altra favorita del torneo, ma gli azzurri di Conor ÒShea hanno ben chiara la strada che porta alla meta: «Nei test match di novembre abbiamo fatto cose molto buone ma anche pochi punti - spiega il capitano azzurro -. Dobbiamo prendere più rischi, cercare di tenere di più il possesso del pallone e cercare di segnare punti». Soddisfatto dell’aspetto fisico dei suoi compagni («Stiamo meglio rispetto a un anno fa»), Parisse, dieci anni con la fascia al braccio, non ha ricette particolari ma solo voglia di dare il giusto imprinting a una squadra che oggi presenterà ben 7 esordienti nel 6 Nazioni: «Cosa ho detto ai compagni? Non abbiamo nessuna pressione addosso - dice - vogliamo concentrarci su di noi, giochiamo con la seconda squadra più forte al mondo. Lo sport è sport, ogni partita fa storia a sè».

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