Morelli: «A ritmi così bassi
difficile essere efficaci»

Il «rosso» al padovano AcostaSeye (Lumezzane): una meta
Il «rosso» al padovano AcostaSeye (Lumezzane): una meta
30.10.2017

Il «Moro» ce l’ha a metà con se stesso e la sua squadra, e a metà con l’arbitro: «Con Viadana, in Germania in Coppa, in altre gare si sono giocati 30 minuti effettivi per tempo, oggi sei. Non è possibile». Se il gioco si è tanto spezzettato è per un concorso di colpa. Ci ha messo del suo il metro arbitrale e del loro gli errori del Patarò. «A quel ritmo non riusciamo a giocare - dice il capitano Gabriele Morelli -: quaranta secondi prima di lanciare una touche, quaranta per fare una mischia...», ribadisce. E aggiunge: «Ad ogni azione una punizione: non è rugby questo». Poi pensa che alla fine comunque è stato battuto il Petrarca «mica l’ultimo in classifica: una squadra fisica che ha fatto una difesa molto organizzata. Non siamo quasi mai stati vincenti nei contatti. E quando non si riesce a passare subito bisogna avere pazienza, mantenere il possesso, restare concentrati. Ecco, non abbiamo avuto pazienza, siamo troppo abituati a trovare il break facilmente nelle prime fasi di gioco, o a vedere crollare fisicamente le avversarie dopo 50 minuti. Il Petrarca anche sotto di un uomo invece non è crollato».

NEANCHE Massimo Brunello è allegro, ma più fatalista. Come dire: queste giornate capitano. «Ma occorre correggere qualcosa a livello psicologico - dice - se non vogliamo incorrere in brutte sorprese». L’allenatore pensa che sia «perchè talvolta ci guardiamo troppo allo specchio. Non dobbiamo pensare che ci debba andare sempre bene. Di solito ci battiamo, sfidiamo, c proviamo, oggi poco di tutto questo».

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