«Noi, un grande cuore
E che emozione il gol»

Monica Mendes: sua la rete che ha deciso la qualificazione
Monica Mendes: sua la rete che ha deciso la qualificazione (BATCH)
12.10.2017

L’italiano è ancora abbozzato e l’inglese è un filino scolastico ma basta e avanza per esprimere un concetto limpido come il sole d’agosto: «Questo Brescia ha un grande cuore». Parole e musica di Monica Mendes, colei che ha deciso la qualificazione e portato il Brescia Femminile agli ottavi di Champions League per il terzo anno consecutivo.

«Dopo la partita d’andata sapevamo di dover fare qualcosa di più e ci siamo impegnate duramente per riuscire a centrare questo risultato - assicura la giocatrice biancazzurra -. In campo abbiamo dimostrato grande determinazione e attenzione in ogni situazione di gioco. Il risultato è stata una diretta conseguenza del lavoro svolto. Il mio gol? Ci ho creduto, mi sono inserita con i tempi giusti e ho segnato. È la mia prima rete italiana ed è pesantissima. Non potevo pretendere di più». Una prodezza che vale la qualificazione dietro alla quale si cela una dedica. «Ad Aleksandra Sikora, che si è infortunata e non ha potuto prendere parte questa sfida - dice la Mendes -. La aspettiamo presto in campo».

Sorriso smagliante, ciuffo sbarazzino, occhi brillanti, anche Cristiana Girelli ha l’aria di chi ha vissuto una notte memorabile. «Siamo state perfette - attacca la numero dieci biancazzurra -. Con lo staff avevamo preparato una partita di grande aggressività, intensità e pressing. Volevamo limitare il loro palleggio, togliere il respiro e colpire subito e siamo state brave a farlo senza alcuna sbavatura». La sua è stata una gara di sacrificio estremo. «Ho interpretato il ruolo con attenzione e mi sono calata nella parte che Piovani ha ritagliato per me. Sono soddisfatta».

SODDISFAZIONE doppia per aver indossato la fascia da capitano al Rigamonti. «Prima di entrare in campo le gambe hanno iniziato a tremare - assicura -. Giocare in questo stadio, da bresciana, fa sempre un certo effetto. Con la fascia da capitano, poi, è un’emozione unica». E da capitano ha avuto lei il compito di motivare le compagne. «Ho speso delle parole con il gruppo nel tragitto dall’albergo allo stadio - rivela -. Sono contenta che abbia funzionato. Lo farò più spesso». A.ARM.

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