Sport L’Orceana lascia la casa della leggendaSport | Sport

L’Orceana lascia la casa della leggenda

L’Orceana in festa per la promozione in C2: in prima fila si riconoscono Villa e Sarasini, in secondo piano Gervasi e SavoldiCol cerchio il futuro ct Cesare Prandelli nelle giovanili dell’OrceanaIl nuovo stadio di Orzinuovi: sarà inaugurato mercoledì 31Franco Pasquetti in trionfo: in 2 anni dalla Promozione alla C2Una formazione dell’Orceana 2018-19, che milita in Eccellenza
L’Orceana in festa per la promozione in C2: in prima fila si riconoscono Villa e Sarasini, in secondo piano Gervasi e SavoldiCol cerchio il futuro ct Cesare Prandelli nelle giovanili dell’OrceanaIl nuovo stadio di Orzinuovi: sarà inaugurato mercoledì 31Franco Pasquetti in trionfo: in 2 anni dalla Promozione alla C2Una formazione dell’Orceana 2018-19, che milita in Eccellenza
Alberto Armanini 28.10.2018

È stato lo stadio di Cesare Prandelli, Renato Villa e Alessandro Marinoni. Di Franco Pasquetti, Gigi Maifredi e Luciano Zanchini. Di Ulrico Sareni, Ugo Albini e Claudio Correnti. Lo stadio simbolo di una terra, la Bassa, che ha sempre guardato all’Orceana come al Real Madrid e al Comunale come al suo Bernabeu. Ha ospitato 4 campionati di Serie C2, quando la categoria non solo esisteva ma fungeva da trampolino di lancio per giocatori veri, futuri campioni e allenatori rivoluzionari. Ha visto la parabola di una società, che per qualche tempo si è creduta invincibile ma presto si è scoperta fragile. Oggi il cancello di quello stadio chiuderà. Orceana-Vertovese, girone C dell’Eccellenza lombarda, sarà l’ultima partita al Comunale di Orzinuovi. Vada come vada, il pallone smetterà di rotolare in via Bainsizza. Per sempre. NESSUNO può sapere con certezza quante partite vi abbiano giocato dal giorno, ignoto, della costruzione in periodo fascista. A un conto approssimativo, tenendo una media di 20 l’anno, si sfiorano le 2.000 gare, forse qualcuna in più. Molte sono entrate nella leggenda biancazzurra. Quel che è certo è che di 90 minuti in 90 minuti, in quasi un secolo di vita, lì è accaduto qualcosa di magico. Lasciare quell’impianto, che prima era soltanto un campo fuori dalle mura del paese e oggi è uno stadio in pieno centro, significa chiudere un lungo capitolo della storia di Orzinuovi, non solo dell’Orceana. Il progresso - e le scelte di più d’un’amministrazione comunale - hanno deciso che la storia del calcio orceano proseguirà qualche centinaia di metri più in là, in direzione Manerbio, nel nuovo impianto ormai pronto per essere inaugurato con la gara di mercoledì prossimo contro il Brescia. Lo stadio nuovo, 1.000 posti, celebrerà il centenario della società e la ospiterà nelle sue tappe future. Il sindaco Andrea Ratti ha dichiarato che l’impianto servirà a rinnovare i fasti del calcio in paese. Tralasciando l’errore formale (i fasti furono la Serie C e con un impianto da 1.000 posti oggi la Serie C non la si può fare), l’augurio è buono. Prima di guardare avanti, è bene tuffarsi un’ultima volta nella storia. «In origine il Comunale era un terreno agricolo collocato al di fuori delle mura del paese - ricorda Martino Venturini, patròn della società dall’inizio degli anni ’90 -. Il campo da calcio fu costruito in periodo fascista e il fondo fu realizzato mettendo insieme i frammenti delle mura e la legna proveniente dal boschetto della cascina Mirabella. Lo scoprimmo durante i lavori di adeguamento per la C2, negli anni in cui io, che venivo dal basket, mi avvicinai all’Orceana come assessore allo sport. All’epoca servivano miglioramenti alle strutture per adeguare l’impianto agli standard del professionismo e noi dell’Amministrazione comunale, con il sindaco Domenico Battaglia, provvedemmo». Anni d’oro. I nomi dei calciatori del tempo sembrano una litania di santi: Renato Villa, Ilario Anzoni, Alfredo Savoldi, Gianfranco Gervasi, Emer Romanini, Ezio Sarasini. In un biennio, dall’83 all’85, con Franco Pasquetti in panchina, quel gruppo portò la squadra dalla Promozione alla C2. Il presidente era Ugo Albini, un omone con il fiuto per i grandi giocatori. Ad aiutarlo c’era Pierino Zanotti, braccio destro e consigliere infaticabile. «MIO PADRE - racconta oggi il figlio Sergio Zanotti -. Ero un ragazzino quando tutto questo avveniva ma oggi che ho 57 anni ricordo ogni cosa con grande nostalgia. Ho vissuto l’Orceana dei tempi d’oro, in casa ho mangiato pane e calcio. All’epoca la squadra era sacra per gli orceani e il suo campo ancor di più. Chissà che il nuovo stadio non riavvicini qualcuno». L’epopea della grande Orceana iniziò dopo l’addio a Pasquetti. Nel campionato 1985-86, infatti, si decise di voltare pagina: da un conservatore (ma vincente) a un rivoluzionario della panchina come Gigi Maifredi. Il risultato? Un ottavo posto davanti a squadre come Treviso, Pro Vercelli, Venezia e Pordenone. Ma la soddisfazione più bella fu battere l’Ospitaletto a casa il giorno di Pasqua e compromettere, a conti fatti, la sua scalata verso la C1. E il menù di quel prepartita fu... a base di spiedo. Solo chi ha conosciuto Ugo Albini può capire. Gli orange restituirono lo sgarbo «scippando» Maifredi per la stagione successiva e l’Orceana sprofondò di nuovo in Interregionale. Ma risalì un anno dopo e sigillò a suon di pareggi (si dice propiziati dalla regola del retropassaggio al portiere) un’altra salvezza in C2. Nel 1989-90 la squadra precipitò di nuovo e quella retrocessione fu l’inizio della fine. Da allora tanti alti e bassi fino alla fusione con il Castegnato del 2014, che portò al titolo sportivo di Eccellenza, la categoria che domani, per sempre, saluterà il Comunale. Che ne sarà dello stadio? «Fosse per me lo lascerei alle scuole e creerei delle strutture per i bambini - chiude Venturini -. Solo in questo modo, la magia di ciò che ha rappresentato potrà proseguire». • © RIPRODUZIONE RISERVATA