Il grande sogno
mondiale: un poker
di ferro alle Hawaii

Antonio Bussolati in allenamento sulle strade delle HawaiiMauro Ciarrocchi, icona bresciana del triathlon: è al 36esimo ironmanDaniele Lanza: proprio oggi compie 39 anni Marco Corti: per la terza volta al via dell’Ironman di Kona
Antonio Bussolati in allenamento sulle strade delle HawaiiMauro Ciarrocchi, icona bresciana del triathlon: è al 36esimo ironmanDaniele Lanza: proprio oggi compie 39 anni Marco Corti: per la terza volta al via dell’Ironman di Kona
Luca Regonaschi 12.10.2018

Prima la geografia. Le Hawaii sono un arcipelago sperduto nell’oceano Pacifico, fra Stati Uniti e Giappone: sull’isola più grande, Big Island, sorge la città di Kailua-Kona. Poi la storia. Nel 1978 a Honolulu, la capitale delle Hawaii, si disputò la prima gara di triathlon nella sua versione originale, l’Ironman, che nel 1981 si spostò a Kona, poi diventata la sede fissa del Campionato mondiale. Infine la matematica: 3,8 chilometri a nuoto seguiti da 180 di ciclismo e da 42 di corsa. Una sfida contro se stessi, in primis, e poi con le onde del Pacifico, il vento e le salite, la fatica, il caldo e la solitudine. FRA GLI OLTRE DUEMILA partecipanti che domani proveranno a trasformarsi in uomini di ferro ci sono anche quattro «studenti» bresciani: Antonio Bussolati, Mauro Ciarrocchi, Marco Corti e Daniele Lanza hanno ripassato alla perfezione le lezioni e, in questi giorni, hanno perfezionato l’ambientamento alle Hawaii. L’edizione numero 40 dell’Ironman più famoso sarà l’ottava partecipazione di Ciarrocchi e la prima del «gemello» Bussolati, entrambi 55enni di Brescia in forza al Team Bike Gussago. Mauro Ciarrocchi è il responsabile e il tecnico della squadra: pratica triathlon da 25 anni e questo sarà il suo 36esimo ironman. «È uno sport introspettivo – ha spiegato– e questa gara, per me, è anche una vacanza da passare con la famiglia. Mi sento bene, dovrei concludere la gara intorno alle 10 ore». Il livello sarà altissimo: «Non bisogna farsi prendere dall’ansia e gestire le crisi con lucidità. La frazione in bici prevede un dislivello positivo di 1800 metri, la maratona si corre al cospetto delle antiche colate di lava del vulcano Hualalai». Il responsabile del club gussaghese dispensa suggerimenti pure agli altri bresciani in gara, compreso il compagno di squadra. Antonio Bussolati, ingegnere, allenato dallo stesso Ciarrocchi, ha l’esperienza (cinque ironman alle spalle) e la grinta giuste per diventare uno dei «finisher» di Kona. Il suo Mondiale sarà una progressione, visto che la frazione preferita di Bussolati è l’ultima, quella di corsa, quella che porta al traguardo e fa esplodere la gioia una volta tagliata la fettuccia di arrivo. LA STRATEGIA di Corti, invece, sarà diversa. Il 32enne di Adro, tesserato per il club Zerotrenta Brescia, ha intenzioni battagliere sin dal via: «Sono alla terza partecipazione consecutiva. Nel 2016 ho provato le condizioni difficili della gara, terminata in poco più di 10 ore. Nel 2017 ho forzato il ritmo e mi sono dovuto fermare durante la maratona, ma il piano rimane quello. Cioè spingere a tutta, visto che sono in forma». Ex ciclista professionista, fa della sua vita una multi-disciplina: direttore sportivo, una laurea in scienze motorie, lavora per Rcs contribuendo alla realizzazione di gare come il Giro d’Italia, è la guida del compagno di squadra Federico Sicura (impegnato nel paratriathlon). Corti arriva a Kona da campione europeo di categoria, titolo che ha conquistato a fine settembre nel triathlon lungo di Madrid: ora l’obiettivo potrebbe essere quello di alzare un po’ di più l’asticella. LANZA, atleta del Desenzano DT89, compie 39 anni proprio oggi, giorno di vigilia della gara: «Ma ho deciso di rimandare la festa di un paio di giorni, augurandomi che sia doppia», le parole dell’atleta di origini palermitane che ora vive a Moniga e lavora a Ghedi. Lanza, infatti, è ufficiale dell’aeronautica e pilota militare. Per lavoro e pure per questo sport, il siciliano ha girato il mondo: primo Ironman nel 2014 a Barcellona; si è qualificato per Kona gareggiando in Cina. «Sarà una gara unica, piena di variabili, perciò il solo obiettivo è godermela – ha garantito –. Il triathlon è un hobby, il Mondiale è la realizzazione di un triatleta». Domani dunque la sveglia presto e poi la gara: da vivere a tutta, perché un sogno è bello fino in fondo soltanto quando si realizza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA