Germani, sono punti
Vitali: «Momento
straordinario»

La grande gioia biancazzurra: la Germani è al comando Luca Vitali: con un canestro funambolico domenica ha regalato la vittoria alla Germani a Bologna
La grande gioia biancazzurra: la Germani è al comando Luca Vitali: con un canestro funambolico domenica ha regalato la vittoria alla Germani a Bologna
Alberto Banzola14.11.2017

Vincere su uno dei campi più difficili di tutta la serie A, a casa tua, contro la società in cui sei cresciuto e che in serie A magari avresti voluto portare al successo: è quanto successo a Luca Vitali, 350 presenze in serie A, domenica sera. L’uomo simbolo della vittoria del Paladozza è proprio lui, il grande della premiata ditta Vitali & Vitali, che nel derby dei fratelli d’Italia della pallacanestro (Luca e Michele da un lato, Stefano ed Alessandro Gentile dall’altro: 23 punti a coppia) ha chiuso le ostilità con un tiro a 2,8 secondi dalla fine che ha chiuso la partita. Un tiro voluto, cercato, da chi durante la serata bolognese «non aveva preso una casa», sbagliando l’impossibile (0/6 da 2, 0/4 globale negli ultimi 10’, al momento del tiro della vittoria), compresi lay up solitari normalmente alla sua portata. Eppure anche da questo aspetto, che ad un primo sguardo potrebbe sembrare secondario, passa la scelta di scaricare tutta la propria rabbia per una partita che non va assolutamente come avresti voluto, in un finale in cui Luca aveva già cominciato a macinare punti (dalla lunetta) e palloni: «E alla fine è stato fantastico vedere la felicità negli occhi dei miei compagni - racconta Vitali senior - . Bello e straordinario vincere così. Bello e straordinario è il nostro spogliatoio: c’è tanto rispetto e stima reciproca».

Il pianeta Leonessa svelato in pochi passaggi: «Siamo una squadra che ha il piacere di giocare insieme, che rispetta le gerarchie. E che soprattutto ha la consapevolezza di fare quello che serve per vincere. E quello che può apparire pazzesco, e per certi aspetti lo è, è che ciò che facciamo avviene con una naturalezza incredibile».

LA DIFFERENZA in campo tra essere una squadra normale, ed una super squadra: «La fortuna è quella di avere a che fare con una squadra di qualità, composta da giocatori intelligenti. Aggiungiamoci l’ottima preparazione da parte di Diana e del suo staff alle partite, che vengono preparate al meglio e nel minimo dettaglio. È veramente raro trovare in giro una situazione del genere».

Inconfutabile, anche perché la cosiddetta «prova provata» l’ha servita il parquet: anzi i parquet. Quello di Montichiari, al pari di quello di Pesaro, di Trento, di Brindisi, e di Bologna. A proposito, come ci si sente dopo aver fatto saltare il campo dove si è passato un po’ di tempo della propria carriera? «Sono contento della vittoria, perché ottenuta su un campo difficilissimo. Siamo felici di quanto abbiamo fatto: e già proiettati a Capo D’Orlando». Ok, ma prima di tornare in palestra e guardare avanti, una sbirciatina dietro la si dovrebbe dare. Un 7/7 (con canestro decisivo del numero 7) non è cosa di poco conto: «Non credo fosse nelle aspettative di nessuno - racconta il miglior assistman in attività (1058 quelli smazzati ad oggi, 11° di sempre, a 3 assist da Piero “Papero” Montecchi) - ripaga però il nostro credo, quello di non guardare eccessivamente in avanti: giocare una partita alla volta, questo è quello che ci prefiggiamo».

MA SI PUÒ DEFINIRE una scadenza per controllare lo stato dell’arte e capire cosa fare di questa stagione? «Ne riparliamo a fine dicembre: il prossimo mese (che declina Cantù e Milano a domicilio, Sassari e Venezia in casa) ci dirà qualcosa di importante su quello a cui possiamo ambire». Per il momento quello che racconta la stagione è che Brescia è imbattibile. «Siamo consapevoli che dovremo cedere il passo prima o poi: arriveranno momenti meno felici di questo». Di sicuro però i vostri tifosi non verranno meno: «Si respira un entusiasmo propositivo: vedere così tanti tifosi al seguito fa solo bene. Anche a Bologna c’erano tanti nostri supporter, capaci di creare un bel clima, con un tifo civile, sempre a sostegno della propria squadra. In questo Brescia è un esempio». Come lo è la sua squadra, quella del magnifico 7.

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