Germani, nona
sinfonia. Lo spettacolo
può continuare

Marcus Landry: miglior realizzatore biancazzurro con ventisei punti a refertoE per Brescia una serata davvero da ricordare SERVIZIO FOTOLIVELa festa a fine partita dei giocatori biancazzurri: la Germani è sempre più capolista del campionato di ATutto l’entusiasmo, con maglietta a tema, del patron Matteo Bonetti
Marcus Landry: miglior realizzatore biancazzurro con ventisei punti a refertoE per Brescia una serata davvero da ricordare SERVIZIO FOTOLIVELa festa a fine partita dei giocatori biancazzurri: la Germani è sempre più capolista del campionato di ATutto l’entusiasmo, con maglietta a tema, del patron Matteo Bonetti (DAMATOA)
05.12.2017

Folco Donati DESIO (Monza e Brianza) La Germani sbanca anche il Paladesio, supera la Red October Cantù e conquista la nona vittoria consecutiva, ultima nota di una meravigliosa sinfonia che sta sbalordendo chiunque sia appassionato di sport. Una favola redatta a più mani, da protagonisti scritturati in estate per recitare il ruolo da comprimari o poco più, in un campionato che onestamente vedeva favorite altre piazze rispetto a quella bresciana: e invece, giocando la pallacanestro più bella del torneo, di vittoria in vittoria, la Germani si è ritagliata il ruolo della protagonista assoluta. E questo è decretato dalla classifica, che la Leonessa comanda con quattro punti di vantaggio sulle più immediate inseguitrici. Il sogno continua ed i contorni si potrebbero anche rinforzare visto che adesso all’orizzonte si prospettano le due gare interne contro Sassari e Venezia. UNA GARA tiratissima quella disputata contro Cantù, decisa solo nei secondi finali dalla miglior predisposizione a lottare che i bresciani hanno mostrato nei confronti di un’avversaria comunque mai doma. Onore ai vinti, ma grandi applausi alla Germani, in vantaggio per tre quarti buoni di gara e poi raggiunta e superata sull’83-80 quando sul cronometro mancavano solo 90 secondi: ma a questo punto la Germani ha mostrato tutta la forza. Luca Vitali accorcia con un tiro dal cuore dell’area e poi dopo l’ennesima magia difensiva di Moss, Landry mette la bomba del nuovo vantaggio (83-85). L’ex Burns, autore di un secondo tempo di grandissimo livello, fallisce la tripla che avrebbe ridato ossigeno a Cantù, prima che Landry e un freddissimo Brian Sacchetti, sanciscano dalla lunetta la definitiva vittoria di una stratosferica Leonessa. Del tutto inatteso è il quintetto che Andrea Diana spedisce in campo alla palla a due. Luca e Michele Vitali prendono posto sul parquet insieme a Lee Moore, Marcus Landry e Brian Sacchetti, con la Leonessa che opta chiaramente per un quintetto piccolo. Dario Hunt e David Moss si accomodano in panchina con Bushati, Veronesi, Fall ed il giovane Della Longa, che va a referto in sostituzione dell’infortunato Andrea Traini. L’ex Christian Burns è ovviamente il più atteso nella squadra canturina, che ha comunque nel suo arco frecce importanti come gli esteri Chappel, Smith e Cournooh ed il lungo Thomas. L’inizio di partita è caratterizzato da una sfida nel tiro dalla lunga distanza, con la Leonessa che va a segno con Sacchetti, Landry e Luca Vitali e la formazione di casa che risponde con Chappel e due volte Culpepper per il 9-9 del 3’. La mossa tattica di Andrea Diana di voler giocare in sostanza senza lunghi di ruolo, inizia a pagare verso metà del quarto, quando Landry trova spazi importanti per andare a canestro (allungo bresciano al 5’ sul 17-11). Cantù non demorde ed essendo squadra che vive di fiammate si affida al suo folletto nero Randy Culpepper, bravo nel creare scompiglio nell’area bresciana e soprattutto a rendersi letale nel tiro da oltre l’arco dei tre punti. La Red October passa a condurre sul 20-19, ma è solo un fuoco di paglia perché quando entra David Moss, come al solito accolto da cori beceri della tifoseria canturina, l’ago della bilancia torna a pendere a favore della Germani. Cinque punti in fila del campione di Chigago, seguiti da due schiacciate di Dario Hunt e il Basket Brescia chiude il primo periodo in vantaggio sul 28-21. NEL SECONDO QUARTO a dirigere l’orchestra è sempre la squadra bresciana. Culpepper cerca di mettere disordine nella retroguardia biancoblù, ma un sontuoso Michele Vitali ribatte colpo su colpo e così al comando delle operazioni rimane sempre la Germani (34-25, 36-31, 40-33), che tocca il massimo vantaggio dell’intera sfida sul 46-33, e al 20’ torna negli spogliatoio sul 50-40, risultato che in ogni caso dà poche illusioni alla formazione bresciana che conosce benissimo la forza di saper reagire di cui dispone la Red October Cantù. Alla ripresa del gioco dopo l’intervallo lungo è così Christian Burns ad accollarsi il massimo sforzo per cercare di rientrare subito in partita: 5 suoi punti riportano sotto la formazione di casa che per tutta la ripresa non lascerà più scappare la capolista. Ma il finale è tuttavia un crescendo bresciano. Una sinfonia che nessuno si sarebbe mai immaginato di poter udire. Non dalla Germani, non da questi fantastici musicisti. •

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