Feralpisalò, crollo
allarmante Perde
e scivola al sesto posto

Marco Martin cerca spazio tra le maglie di un’Albinoleffe attenta e ordinata Per la Feralpisalò una batosta che complica la rincorsa alle posizioni di verticeDavide Voltan prova l’affondo
Marco Martin cerca spazio tra le maglie di un’Albinoleffe attenta e ordinata Per la Feralpisalò una batosta che complica la rincorsa alle posizioni di verticeDavide Voltan prova l’affondo
Sergio Zanca09.04.2018

BERGAMO Una disfatta. La Feralpisalò, che in trasferta non aveva mai perso con più di un gol di differenza, è crollata allo stadio «Azzurri d’Italia» contro un AlbinoLeffe combattivo, scattante, deciso. Non c’è stata storia. Nella mezz’ora iniziale i bergamaschi hanno firmato una doppietta con Gusu, che in campionato non aveva mai segnato. Il romeno ha imperversato, sfruttando implacabile i varchi.

ADESSO la classifica piange. Scavalcata dal Sudtirol, impostosi al Fano, e dal Bassano (2-0 con la Sambenedettese), la Feralpisalò è scivolata dal quarto al sesto posto, col rischio di ruzzolare ancora più indietro. Ma è stata l’incapacità di lottare a provocare le maggiori perplessità. La squadra è parsa di carta velina, fragile e inconsistente. In tribuna c’è Prina, ex Entella e Mantova, il cui nome in passato è stato associato alla panchina dei gardesani. Domenico Toscano cambia il tandem d’attacco, schierando Mattia Marchi e Ponce al posto di Ferretti e Guerra, capocannoniere del girone con 16 gol. In difesa mancano due titolari: Legati (lesione muscolare, tornerà disponibile per i play off) e Paolo Marchi, operato per la frattura della mandibola. Così il terzino Martin e il centrocampista Magnino vengono adattati al ruolo di centrali, a fianco di Ranellucci. Assenti, là in mezzo, Rocca (guai muscolari) e Staiti (squalificato). Emerson torna a svolgere il compito di regista arretrato.

IL MODULO (3-5-2) è lo stesso dei padroni di casa, che, a loro volta, cambiano molto dopo la sconfitta di Fano. Poco da segnalare in avvio. Al 15’ il punteggio si sblocca. È una fiammata che lascia il segno. Su angolo di Giorgione, arriva dalla parte opposta Gusu, che insacca, non contrastato con efficacia da Magnino. La Feralpisalò, sorpresa, stenta a riorganizzare le contromosse. E Ranellucci deve intervenire alla disperata su Kouko, liberatosi al tiro: angolo. Voltan prova con un tiro da fuori, bloccato a terra. L’AlbinoLeffe segna con Giorgione, su passaggio di Gusu, ma è in fuori gioco, e l’arbitro annulla. Il 2-0, però, è rinviato di poco. Al 26’ lungo spiovente di Gelli da sinistra: sulla destra giunge Gusu, che devia vanamente contrastato da Parodi: Caglioni cerca di metterci la mano, ma è rete. I bergamaschi sembrano assatanati, e corrono a pieni polmoni. I gardesani sbagliano molto, anche gli stop, e stentano a organizzare una manovra decente. Non si dimostrano aggressivi né intraprendenti. Alla mezz’ora fuori Emerson, e dentro Raffaello. Dettori diventa regista, e su una sua punizione a spiovere, Marchi costringe Coser ad alzare. Al 44’ arriva il 3-0. Magnino salta senza respingere la sfera, che capita sul piede di Colombi: sventola imprendibile per Caglioni.

ALL’INIZIO della ripresa le due punte Guerra e Ferretti sostituiscono Vitofrancesco e Ponce. Ma la Feralpisalò è sotto choc, e non reagisce. Resta imbambolata nella propria metà campo, incapace di reagire. Tantardini, ex Primavera dell’Atalanta, rileva Parodi. Poi tocca a Capodaglio subentrare a Voltan. L’AlbinoLeffe regge il filo senza affanno, limitandosi ad amministrare il gioco. Prevale su ogni tackle, con disinvoltura. I gardesani tentano qualche sortita, con poca convinzione. E nel finale vengono accompagnati dal coro «Andare a lavorare». Al 40’ Guerra accorcia le distanze, di testa, su cross di Raffaello. Il suo 17esimo gol stagionale: magra consolazione.

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