Disastro Ferrari in Giappone Hamilton ora vede il mondiale

Sebastian Vettel in pista a Suzuka, ancora un flop Ferrari al Gran Premio del Giappone
Sebastian Vettel in pista a Suzuka, ancora un flop Ferrari al Gran Premio del Giappone
Alberto Zanello 08.10.2018

Il Giappone si rivela ancora una volta fatale sulle poche e residue chances iridate della Ferrari. Dodici mesi fa era stata una candela a tradire Vettel e a spegnere il sogno mondiale del Cavallino Rampante, quest’anno ci ha pensato il pilota tedesco ad autoeliminarsi con un tentativo azzardato di sorpasso nei confronti di Max Verstappen nelle prime fasi della gara, che si è tradotto in un testacoda che ha rovinato la prova del ferrarista, ritrovatosi in fondo al gruppo e capace di risalire in sesta posizione, la migliore possibile in un weekend dominato ancora una volta da Lewis Hamilton. Il britannico ha vinto la sesta delle ultime sette gare, scortato dal compagno di squadra Valtteri Bottas, centrando il quinto successo a Suzuka e allungando ulteriormente in classifica: sono 67 ora i punti di vantaggio nei confronti di Vettel su 100 complessivi a disposizione. Si tratta solo di capire dove e quando Hamilton festeggerà il quinto titolo mondiale. Ad Austin il pilota della Mercedes, che ha preso il largo anche nella classifica costruttori, avrà il primo match point. Con una doppietta delle Frecce d’Argento il Mondiale sarebbe suo, a prescindere dal risultato delle Ferrari. Lewis esulta per la vittoria: «Ho una felicità dentro che non saprei descrivere», dice, ma predica calma. «Facciamo un passo alla volta, abbiamo vinto un grandissimo Gran Premio, c’è un bel gap su Sebastian», aggiunge, «ma non cantiamo vittoria troppo presto. Spero di fare bene ad Austin». È il ritratto della delusione, invece, il diretto rivale. La voglia di parlare è poca dopo l’ennesima gara negativa. «Quando i risultati sono questi non è facile. Lavoriamo forte tutto l’anno, le ultime gare sono state difficili per tutti, per me, per la squadra, per la gente in pista e a casa», ammette Vettel, «non so che dire. Qualche volta la vita in pista è brutta, ma adesso andiamo ad Austin e spingiamo come dei matti, poi vediamo». Non manca una stoccata a Max Verstappen nel giorno in cui il libro della lunga rivalità tra i due si è arricchito di un nuovo capitolo. «Per lui non c’era spazio? Per me sì, sennò non provavo», replica il tedesco, «lui non ha aperto, non potevamo fare la curva insieme. Poi è stato un disastro, ero indietro e senza safety car. Penso che il sesto posto sia stato il massimo». Pochi giri prima l’olandese della Red Bull era stato protagonista di un contatto anche con la Ferrari di Kimi Raikkonen, quinto dietro alle due Red Bull in una gara compromessa fin dalle prime tornate. «Ho visto parti dalla mia auto volare via. Questo ha influito sul resto della gara. È un vero peccato, è stato tutto piuttosto difficile. Avevo perso carico aerodinamico», ammette Iceman, sconsolato anche perché «la macchina si guidava sempre meglio, sfortunatamente questo è quello che abbiamo ottenuto». •