Ciliverghe,
l’ultima frontiera
è Singapore

I quattro giocatori di Singapore sbarcati a Ciliverghe
I quattro giocatori di Singapore sbarcati a Ciliverghe
Alberto Armanini27.10.2017

Altro che Manchester United: la vera «squadra del mondo» è il Ciliverghe. Se i red devils possono esibire partecipazioni e sponsorizzazioni statunitensi, cilene, turche, tailandesi e coreane, oltre a qualcosa come cento milioni di tifosi spalmati in tutto il globo, i gialloblù vantano un altro invidiabile primato. Al centro sportivo Sterilgarda, tra prima squadra, Juniores e Allievi sventolano da pochi giorni le bandiere di tutti e cinque i continenti. Ai ventidue europei (i ventuno italiani più il serbo Trajkovic), al sudamericano Bodini, al nordamericano Bithiene (di passaporto canadese), all’africano Barwuah (ghanese) e al «canguro» australiano West-Astuti si sono aggiunti quattro gioiellini asiatici: Reuben Raj Lazarus (’98), Yeo Ee (’98), Keshav Kumar (’01) e Jordan Efa Okwudili Emaviwe (’01).

IL TIMBRO sul passaporto dice Singapore. Il motivo del viaggio è qualcosa di molto simile ad un «erasmus» calcistico. «Li abbiamo accolti per dare loro la possibilità di confrontarsi con il calcio italiano, seppur limitatamente alla Serie D - rivela il ds gialloblù Eugenio Bianchini -. Si alleneranno per dieci giorni con la prima squadra, la Juniores e gli Allievi e ci daranno un saggio delle loro qualità. Nel frattempo noi avremo l’occasione di visionarli per un eventuale tesseramento prima di decidere se farli rientrare in patria. I campioni si scovano anche così».

Come, quando e perché quattro asiastici siano finiti al Cili è storia di pochi giorni e una manciata di intuizioni. L’idea nasce negli Stati Uniti, si sviluppa a Singapore e si concretizza tra Gussago e Molinetto di Mazzano. Grazie ad un giro di contatti, Joe Keiser, imprenditore e titolare di una scuola per giovani talenti nel Paese asiatico, scova Nicola Maffessoli, agente Fifa di Gussago e vero artefice del viaggio calcistico, che a sua volta gira a Bianchini i nomi dei quattro ragazzi e la pazza idea di portarli a Ciliverghe. Detto, fatto. «Dobbiamo ringraziare la società -: potersi misurare con la realtà italiana è per loro il coronamento di un sogno e, chissà, l’inizio di una nuova vita». Per il Cili, invece, potrebbe essere una straordinaria opportunità: «Aprirsi al mondo è un buon modo per aumentare le possibilità del proprio scouting - assicura Bianchini -. In futuro vorremmo portare avanti la collaborazione con realtà come questa. L’obiettivo? Scovare talenti ma anche dare una chance ai ragazzi». L’Academy Junior Football Pte Ltd, la scuola calcio di Keiser a Singapore, sta preparando altri giocatori per la sfida italiana. E il Cili è sempre più internazionale.

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